Richiesta info-investigativa alla Direzione generale dell’Azienda ospedaliera di Cosenza: nessuna contestazione indicata nell’atto ufficiale
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La Procura di Cosenza ha acceso un faro sulla convenzione che riguarda l’attivazione di posizioni di docenti in ambito medico dell’Università della Calabria con obbligo di prestazione assistenziale presso l’Azienda ospedaliera di Cosenza. Una richiesta di dati e notizie è stata trasmessa alla Direzione generale dell’ospedale per acquisire documentazione e chiarimenti sul personale impiegato, sugli incarichi affidati e sull’eventuale utilizzo di strumentazione medica riconducibile all’ateneo.
L’atto richiama le attività investigative svolte dalla polizia giudiziaria e fa riferimento alla convenzione prevista dal Dca numero 19 del 24 gennaio 2025, firmato dall’allora e attuale commissario ad acta Roberto Occhiuto e dai subcommissari Iole Fantozzi ed Ernesto Esposito. Al centro della richiesta c’è il percorso avviato tra il mondo universitario, la sanità regionale e l’Azienda ospedaliera di Cosenza per consentire ai docenti medici dell’Unical di svolgere anche attività assistenziale in ambito ospedaliero.
La richiesta della Guardia di finanza non contiene, almeno nel documento ufficiale, contestazioni specifiche né indica ipotesi di reato o nominativi di persone indagate. È però un atto formale di acquisizione documentale, attraverso il quale gli investigatori intendono ricostruire come la convenzione sia stata concretamente applicata all’interno dell’ospedale.
In particolare, alla Direzione generale, nella persona del dg dell’Ao Vitaliano De Salazar, è stato chiesto di trasmettere la documentazione relativa al personale finora impiegato in virtù della convenzione. Gli investigatori vogliono conoscere gli incarichi affidati e la regolamentazione dei compiti e delle responsabilità attribuite nell’ambito delle Unità operative complesse o dei Dipartimenti di competenza.
Il punto riguarda diversi profili: quello clinico, cioè l’attività eventualmente svolta sui pazienti; quello organizzativo, legato alla gestione del reparto e al coordinamento del personale; quello amministrativo, relativo a possibili funzioni gestionali; e quello informativo all’utenza, cioè le modalità con cui il ruolo dei medici coinvolti viene rappresentato ai pazienti.
Un secondo passaggio della richiesta riguarda la strumentazione medica. La Procura di Cosenza chiede infatti di sapere quale strumentazione di proprietà dell’Università della Calabria, all’epoca diretta da Nicola Leone e oggi rappresentata dal Rettore Gianluigi Greco, sia stata eventualmente messa a disposizione dell’Azienda ospedaliera di Cosenza per l’assistenza medica e chirurgica dei pazienti ricoverati, assistiti in day hospital o seguiti in ambulatorio.
Non solo. Le fiamme gialle hanno chiesto anche di indicare dove queste apparecchiature siano fisicamente collocate e se, per il loro utilizzo, sia stato formato personale dipendente dell’Azienda ospedaliera. In questo caso, la Guardia di finanza intende conoscere i nominativi degli operatori formati e di ricevere i relativi attestati di formazione.
La documentazione dovrà essere accompagnata da una nota ufficiale con l’elenco degli atti trasmessi, la dichiarazione di conformità agli originali o ai documenti presenti negli archivi informatici dell’Azienda ospedaliera e l’indicazione del dirigente o del funzionario responsabile della trattazione.
La Procura di Cosenza ha lasciato inoltre alla Direzione generale la possibilità di allegare una nota esplicativa, qualora ritenuta utile per chiarire meglio i fatti e la documentazione inviata. Un passaggio che conferma la natura ricognitiva dell’atto di polizia giudiziaria. Saranno gli atti trasmessi dall’Azienda ospedaliera di Cosenza a chiarire in che modo la convenzione sia stata attuata e se vi siano profili meritevoli di ulteriori approfondimenti investigativi.


