Nel distretto giudiziario di Catanzaro sono diversi i fascicoli d’indagine che potrebbero registrare sviluppi nelle prossime settimane o, al massimo, nel giro di qualche mese. Le procure dalle quali potrebbero arrivare novità sostanziali sono tre: Catanzaro, Cosenza e Castrovillari.

Nel capoluogo di regione restano al centro dell’attenzione le inchieste sulla pubblica amministrazione che, circa un anno fa, avevano prodotto uno scossone politico con le dimissioni del governatore Roberto Occhiuto, poi rieletto alle successive elezioni regionali. Il procedimento penale che riguarda il vicesegretario nazionale di Forza Italia non è, allo stato, chiuso.

Una parte delle investigazioni condotte dalla Guardia di Finanza è stata trasmessa, per competenza territoriale, alla Procura di Roma, che nei mesi scorsi ha ricevuto gli atti firmati dal procuratore capo Salvatore Curcio e dal pubblico ministero Domenico Assumma. Una volta completato questo passaggio, Occhiuto aveva manifestato l’intenzione di farsi interrogare per chiarire la propria posizione nella vicenda relativa all’auto blu, nella quale risponde di peculato.

Sulle indagini resta anche il tema dei tempi di chiusura, salvo eventuali proroghe già discusse davanti al gip delegato del Tribunale di Catanzaro. Il riferimento riguarda, in particolare, il capo d’imputazione in cui viene ipotizzata una presunta corruzione legata all’assunzione in Regione, dopo concorso pubblico gestito da Formez, di Valentina Cavaliere. Gli altri profili contestati riportano invece alle presunte condotte di Paolo Posteraro ed Ernesto Ferraro.

Non è escluso che non si tratti degli unici filoni investigativi sui quali la Procura di Catanzaro lavora da mesi. Tra i fronti aperti vi sarebbero anche rapporti economici con soggetti legati al mondo della finanza e degli istituti bancari.

A Cosenza il quadro investigativo è diverso. I reati in materia di stupefacenti continuano ad avere una corsia prioritaria, non per un dogma investigativo, ma per la necessità di contrastare il traffico di droga in città e nei comuni limitrofi. Accanto a questo fronte, tuttavia, resta centrale anche il tema delle presunte commistioni tra sanità e politica, settore nel quale ruotano appalti milionari e rilevanti interessi economici.

Da tempo la Procura bruzia indaga sui servizi di pulizia affidati dall’Asp di Cosenza al raggruppamento temporaneo d’imprese Team Service-Snam Lazio Sud, riconducibile al patron della Lazio Claudio Lotito, senatore di Forza Italia. In questi mesi, su questo aspetto, sono proseguite le acquisizioni documentali nella sede dell’Asp di via degli Alimena, a Cosenza, insieme all’ascolto di una serie di persone informate sui fatti.

Le verifiche potrebbero aver contribuito a chiarire i contorni della vicenda e le relazioni sospette che, secondo l’ipotesi investigativa, avrebbero inciso sull’assegnazione dell’appalto. Restano inoltre in corso gli accertamenti sulle prescrizioni contenute nell’offerta presentata ai vertici dell’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza. Il tema sanitario, dunque, continua a occupare uno spazio rilevante nelle attività investigative della Procura di Cosenza, coordinata dal procuratore Vincenzo Capomolla. Non solo sull’Asp, giusto per intenderci.

A Castrovillari, invece, l’attenzione della Procura è concentrata sulle recenti alluvioni che hanno colpito la Sibaritide e l’area di Tarsia. Il fronte del Crati, il suo percorso e le eventuali omissioni nelle attività di manutenzione del fiume sono sotto la lente dei magistrati del Palazzo di giustizia castrovillarese.

Dopo i cicloni che hanno devastato parte della provincia di Cosenza, con riferimento alle zone di competenza territoriale della Procura diretta da Alessandro D’Alessio, la polizia giudiziaria si è presentata nelle scorse settimane negli uffici della Cittadella regionale con delega d’indagine, acquisendo una consistente mole di documenti elaborati prima e dopo la piena del Crati.

Non si tratta, però, di un terreno nuovo per la Procura del Pollino. Già negli anni scorsi, quando Corigliano e Rossano erano ancora due comuni distinti, l’esondazione che colpì quell’area portò l’ufficio inquirente ad aprire un maxi procedimento con centinaia di indagati. Poi archiviato.

Lo schema investigativo, alla luce di quanto accaduto di recente, potrebbe ripetersi anche questa volta, con l’attenzione della pg sui vertici degli uffici regionali, sulla Protezione civile, sulla Provincia di Cosenza e sui comuni interessati dagli eventi alluvionali.