Arresti Cosenza

Corruzione elettorale, il sindaco di Rende Manna difende il suo operato: attesa per la decisione del Tdl

Gli avvocati Carratelli e Caiazza hanno prodotto nuovi documenti che attesterebbero le condotte lecite del primo cittadino sospeso che si è presentato stamattina davanti al Riesame di Catanzaro

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di Antonio Alizzi
27 settembre 2022
18:25
Marcello Manna
Marcello Manna

È stato discusso nella mattinata del 27 settembre 2022, il ricorso del sindaco sospeso di Rende Marcello Manna, presentatosi davanti al Riesame di Catanzaro, per ottenere la revoca della misura cautelare degli arresti domiciliari, relativamente all’inchiesta antimafia della Dda di Catanzaro, sui rapporti tra ‘ndrangheta e politica nel comune di Rende.

La difesa di Marcello Manna, assistito dagli avvocati Nicola Carratelli e Giandomenico Caiazza, ha presentato una nuova documentazione rispetto alle vicende giudiziarie che vedono coinvolti altri soggetti circa la gestione del Palazzetto dello Sport di Rende, in cambio dei voti alle Comunali del 2019. Fatti che Manna, attraverso i suoi legali, ha sempre respinto con forza, evidenziando di non aver mai favorito il presunto gruppo mafioso guidato da Adolfo D’Ambrosio, già condannato in via definitiva per associazione mafiosa.


Arresti a Cosenza, nell’indagine c’è anche Pino Munno

Nell’inchiesta, tuttavia, è coinvolto anche l’ex assessore Pino Munno, sul quale il Tdl di Catanzaro si è già espresso, “ridimensionando” il quadro cautelare, con l’applicazione del divieto di dimora nella provincia di Cosenza, dopo aver trascorso circa 15 giorni ai domiciliari. Anche in questo caso Munno si è dichiarato estraneo a tutte le contestazioni, avendo presentato una corposa memoria difensiva con la quale ritiene di aver chiarito la sua posizione. Munno, nel procedimento penale è difeso dall’avvocato Enzo Belvedere.

Marcello Manna davanti al Riesame

Tornando a Marcello Manna, gli avvocati Carratelli e Caiazza hanno prodotto nuovi documenti che attesterebbero le condotte lecite dell’avvocato penalista, professione che non esercita da alcuni mesi e per la durata di un anno, all’indomani della decisione della Cassazione di confermare, in via cautelare, la misura dell’interdizione dalla professione, per l’inchiesta della procura di Salerno su Marco Petrini e il presunto “imbroglio” al processo per l’omicidio di Luca Bruni, in cui Francesco Patitucci sarebbe stato favorito da un accordo di natura illecita tra il suo legale e il presidente del collegio giudicante. A tal proposito, Patitucci, in riferimento al delitto di sangue di stampo mafioso, è stato assolto dalla Cassazione: la sentenza è passata in giudicato.

Manna, quindi, sostiene di aver tenuto sempre un comportamento lineare e lecito, evidenziando la correttezza del suo operato in qualità di amministratore del comune di Rende. Ora toccherà al Riesame valutare le carte l’ipotesi di reato di corruzione elettorale, per le Comunali del 2019, con l’aggravante dell’agevolazione mafiosa. La decisione è attesa nelle prossime ore.

Arresti a Cosenza: le altre posizioni davanti al Tdl

Non c’era solo Marcello Manna dinanzi ai giudici cautelari di secondo grado. In aula sono sfilate anche le posizioni di Michele Di Puppo, ritenuto il braccio destro di Francesco Patitucci, Umberto Di Puppo, Alberto Superbo, Danilo Turboli, Alberto Turboli, Umile Lanzino, Orlando Scarlato, Marco D’Alessandro, Erminio Pezzi, Eugenio Satiro, Antonio Abruzzese (alias Struasciatappine), Rocco Abbruzzese, detto “Pancione” e Simone Greco. Nel collegio difensivo figurano, tra gli altri, Angelo Pugliese, Gianluca Garritano, Fiorella Bozzarello, Giorgia Greco, Antonio Quintieri, Mariarosa Bugliari, Andrea Sarro e Francesco Boccia.

 

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