Cosenza, in arrivo i totem per il pagamento automatico del ticket sanitario

Saranno installati per snellire le code al Cup dell’Annunziata. Francesco Zinno, nuovo direttore sanitario facente funzioni, subentrato al dimissionario Salvatore De Paola, pensa anche ad una idonea e sicura accoglienza per i parenti dei malati

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di Salvatore Bruno
15 luglio 2020
19:19
Gli sportelli del Cup dell’ospedale di Cosenza
Gli sportelli del Cup dell’ospedale di Cosenza

Quello di installare i totem per il pagamento automatico del ticket, è un pallino del commissario dell'Azienda ospedaliera di Cosenza Giuseppina Panizzoli. È stato uno dei suoi primi pensieri fin dall'insediamento e adesso i tempi sembrano maturi per procedere al loro acquisto.

Apparecchi multifunzione

Si tratta di apparecchi multifunzione, operativi h24, per prenotare le visite ambulatoriali e specialistiche e saldarne contestualmente il corrispettivo, con l'ausilio della tessera sanitaria e di una carta di credito.

Snellire le code

L'obiettivo è tentare di snellire le code al Cup dell'Annunziata, preso quotidianamente d'assalto da centinaia di utenti. In questa fase post-covid i disagi sono all'ordine del giorno. Al numero di prenotazione telefonica non risponde nessuno e gli sportelli operativi non sono sufficienti ad evadere le richieste in tempi accettabili.

Rapporto chiuso con la Seatt

La scelta di interrompere i rapporti con la cooperativa Seatt, che aveva in appalto il servizio Cup e di consegna dei referti, ha causato inevitabili ripercussioni sui cittadini. Peraltro, la Seatt ha presentato ricorso al Tar ma la decisione di merito della giustizia amministrativa non arriverà prima del 19 ottobre, data dell'udienza fissata a Catanzaro. Nel frattempo, i 52 lavoratori precedentemente in servizio, sono adesso in disoccupazione.

Zinno già al lavoro

Ci sono poi altre novità relative alla gestione dell'Azienda Ospedaliera. Dopo le dimissioni di Salvatore De Paola, l'incarico di direttore sanitario facente funzioni è stato affidato a Francesco Zinno, direttore del centro trasfusionale del presidio. Tra le prime problematiche da affrontare vi è quella della regolamentazione dell'ingresso dei parenti degli ammalati all'interno del nosocomio. Non soltanto per quanto concerne le persone che si rivolgono al pronto soccorso, ma anche quelle ricoverate in reparto.

Lunghe ed angosciose attese

Le stringenti norme per la prevenzione del rischio di contagio da coronavirus, infatti, vietano ai congiunti di sostare nella sala d'attesa del Dipartimento Emergenza-Urgenza, costringendo a lunghe ed angosciose attese sotto il sole cocente. Ma vietano anche di trascorrere la notte insieme ai degenti. E qui si apre un'altra questione.

Carenza di personale

In alcuni reparti, infatti, molti pazienti non sono autosufficienti nelle loro funzioni vitali: vanno imboccati, cambiati, assistiti costantemente. E la carenza di infermieri e, soprattutto di Oss, non consente di offrire questo tipo di aiuto che per alcune tipologie di ricoverati, è indispensabile. L'affare è in cima alle priorità di Zinno.

Incontro istituzionale

A confermarlo anche quanto emerso in un incontro istituzionale svoltosi proprio nella sede dell'Azienda Ospedaliera, al quale hanno partecipato le consigliere di Palazzo dei Bruzi Maria Teresa De Marco e Bianca Rende, rispettivamente presidente e vicepresidente della commissione welfare del Comune di Cosenza. Insieme ad Annalisa Pugliese, presidente dell'Associazione di volontariato Marco Rendace, per la tutela i diritti dei bambini affetti da patologie oncoematologiche, si è parlato anche della situazione relativa all'accorpamento, avvenuto nella fase dell'emergenza pandemia, tra il reparto di pediatria e la divisione di oncoematologia pediatrica.

Tutto tornerà come prima

L'accorpamento determina una pericolosa promiscuità per i bambini bisognosi di cure che necessitano, invece, di un ambiente asettico. In merito il commissario straordinario dell'Azienda Ospedaliera, Giuseppina Panizzoli, ha fornito ampie assicurazioni circa un ritorno, dal primo agosto prossimo, al precedente stato di cose, ovvero alla separazione tra pediatria e divisione di oncoematologia pediatrica.

Giornalista
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