Erba alta, rifiuti e animali infestano il noto quartiere popolare. A cristallizzare la situazione di abbandono ci sarebbe un rimpallo di responsabilità tra Comune e Aterp. La denuncia dei residenti: «Non possiamo camminare sui marciapiedi, chiediamo che vengano ripristinati decoro e sicurezza»
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«Siamo diventati una giungla. Non possiamo camminare sui marciapiedi e siamo costretti a stare chiusi in casa». È il grido d'allarme (e di aiuto) che arriva da Serra Spiga, quartiere popolare di Cosenza dove una residente denuncia una situazione di degrado che, a suo dire, va avanti da tempo. Un'emergenza che coinvolgerebbe anche la vicina zona di San Vito e che, secondo la donna, metterebbe a rischio la sicurezza e la salute dei cittadini.
«Siamo pieni di topi, spazzatura e serpenti – racconta -. Venerdì sono dovuti intervenire anche i Vigili del Fuoco. Qui ci sono bambini, persone fragili e famiglie che vivono con la paura»
Il problema, spiega la residente, non riguarda soltanto il decoro urbano: «Io e la mia vicina dobbiamo stare completamente chiuse in casa. Non possiamo neanche stare sul balcone perché la sporcizia porta zecche, zanzare e ogni tipo di animale. Siamo barricati».
Un deleterio scaricabarile: perché nessuno interviene?
Al centro della vicenda ci sarebbe un rimpallo di responsabilità tra Aterp e Comune. La donna, infatti, racconta di essersi rivolta ad alcuni rappresentanti istituzionali, senza però ottenere una soluzione: «Dal Comune ci hanno spiegato che sia competenza Aterp, mentre quest’ultima insiste dicendo che si tratta di suolo pubblico. Intanto, però, nessuno interviene. Sono arrivati persino a dirci che dovrebbero pagare i condomini, ma molte famiglie sono in difficoltà economica e quei lavori hanno un costo».
Secondo la residente, la manutenzione e la messa in ordine del quartiere ordinaria sarebbe ormai assente da tempo: «La spazzatura viene ritirata, ma marciapiedi e aree verdi non vengono puliti. Siamo stati completamente abbandonati».
Una denuncia che, dunque, riporta l'attenzione sulle condizioni di alcuni quartieri popolari della città e sulla necessità di un intervento rapido per ripristinare condizioni minime di sicurezza e vivibilità. «Vorrei che qualcuno venisse qui a vedere con i propri occhi – conclude la testimone -. È una vergogna. Per camminare devo scendere sulla strada perché sui marciapiedi ho paura che escano animali. Mia nipote ha persino calpestato un serpente. Non è possibile continuare a vivere così».

