Il difensore del magistrato ripercorre le indagini iniziate nel 2018: «Controllato in ogni minimo particolare. Ha sempre chiarito il suo ruolo»
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«Mi auguro che possa essere la parola fine al calvario che ha dovuto vivere Facciolla». L’avvocato Antonio Zecca, difensore del magistrato Eugenio Facciolla, commenta così la decisione con cui la Corte d’Appello di Salerno, presieduto da Ubaldo Perrotta, ha dichiarato inammissibile il ricorso contro l’assoluzione dell’ex procuratore di Castrovillari dall’accusa di falso.
L’assoluzione per corruzione era già definitiva. Per il difensore, il nuovo esito rappresenta il passaggio atteso dopo una vicenda giudiziaria iniziata nel 2018: «Dopo otto anni finisce questa vicenda».
«Controllato in ogni minimo particolare»
Zecca ripercorre l’estensione e la durata degli accertamenti svolti sul magistrato. «È stato controllato in ogni minimo particolare», afferma, richiamando le verifiche sulla famiglia e sui soggiorni negli alberghi.
Il difensore descrive «un’indagine di dettaglio esasperante, lunga, laboriosa» e critica l’evoluzione delle accuse: «Hanno cambiato in continuazione le contestazioni, perfino durante l’udienza preliminare».
È la lettura dell’avvocato su un procedimento che ha attraversato più fasi e che, per Facciolla, aveva già registrato l’assoluzione in primo grado sia sul capitolo corruzione sia sulla contestazione di falso.
Il rapporto con le istituzioni e le risposte agli inquirenti
Nelle parole di Zecca, il comportamento del magistrato sarebbe stato trasparente «come una sfera di cristallo». Il legale sottolinea che Facciolla «ha rispettato le istituzioni» e mantenuto un atteggiamento di disponibilità a chiarire la propria posizione.
Il difensore riferisce che, durante le indagini, sarebbero state formulate domande anche su atti dei quali egli contestava l’utilizzabilità. Nonostante le questioni sollevate dalla difesa in contraddittorio, aggiunge, il magistrato avrebbe risposto anche su quegli aspetti.
«Ha sempre chiarito il suo ruolo e la sua attività», sostiene Zecca, che considera l’esito giudiziario una conferma della correttezza dell’operato del proprio assistito.
L’auspicio per il futuro professionale
Il commento si chiude sul peso personale e professionale della vicenda. «Spero che torni serenità», afferma il difensore.
Zecca richiama anche la considerazione della quale Facciolla godeva tra i legali: «Era un bel magistrato, così lo definiscono gli avvocati». Da qui l’auspicio conclusivo: «Che torni a fare ciò che sa fare meglio».

