Fango, acqua e paura: il 21 novembre Crotone rivive il dramma dell’alluvione del ‘96

VIDEO | Come 24 anni fa, l’eccezionale ondata di maltempo ha messo in ginocchio la città. Un’emergenza non del tutto terminata: poteva essere contenuta con interventi di prevenzione?

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di Francesca Caiazzo
31 dicembre 2020
15:30

Strade che diventano fiumi, i ricordi di una vita ricoperti dal fango. Acqua nelle auto, nelle cantine, nei garage. L’Esaro che si gonfia, minaccia, ma regge. Non ci sono stati morti, questa volta, come quel terribile 14 ottobre 1996, quando l’alluvione a Crotone si prese sei vite. Ma il risveglio, sabato 21 novembre 2020, è stato lo stesso. E i crotonesi hanno dovuto fare i conti nuovamente con la paura, l’impotenza.

Drammatico risveglio

Quella che si è presentata agli occhi dei cittadini di Crotone, poco più di un mese fa, è stata una scena drammatica, della quale sono visibili ancora i segni. L’impressionante bomba d’acqua riversatasi sulla città nella notte ha ingrossato i fiumi, sorvegliati speciali in quelle ore di apprensione. Il rischio esondazione dell’Esaro – che scorre a ridosso di alcuni quartieri periferici della città - è stato scongiurato, ma molte famiglie sono state evacuate, per precauzione. Altri nuclei familiari hanno dovuto abbandonare temporaneamente le loro case perché allegate.


Intanto, in molti negozi ed esercizi commerciali di via Mario Nicoletta, via Cappuccini e via Marinella (tra le più colpite) c’era da spalare, ripulire, salvare il salvabile. Rimboccarsi le maniche, esattamente come 24 anni fa. E cimentarsi nella triste conta dei danni. Il colpo di grazia per molte attività già provate dalla crisi economica e dal Covid.

Danni e interventi di salvataggio

Numerosi gli interventi per soccorrere persone in difficoltà. Una donna è stata tratta in salvo da un elicottero della Guardia di Finanza dopo che la sua auto era rimasta bloccata nel fiume di acqua e fango sulla statale 106. Un’altra è stata salvata, portata in braccio, dai Vigili del Fuoco in centro città. Qualcuno ha immortalato la scena e la foto, una delle prime circolate durante quelle ore, è divenuta virale. Ha pure ispirato un giovane artista crotonese, che ha dipinto un quadro dedicato ai pompieri. L’hanno voluto acquistare gli stessi Vigili del Fuoco di Crotone, donando l’intero ricavato alla raccolta fondi per l’emergenza alluvione. Non sorprende che ci siano anche i loro volti sulle decorazioni appese all’albero di Natale in Piazza della Resistenza, che è un omaggio a quanti sono scesi in campo il 21 novembre scorso e a chi opera in prima linea contro la pandemia.

Colpita anche la provincia

Il maltempo non ha risparmiato i comuni della provincia. A Isola di Capo Rizzuto, si è aperta una voragine nel piazzale antistante la villa comunale, alle spalle del palazzo municipale. A Melissa, è crollato un ponte in una località agricola e i collegamenti urbani e rurali sono stati fortemente compromessi.
Gran parte della viabilità provinciale ha subito danni: secondo la Provincia di Crotone servono 5 milioni di euro per messa in sicurezza e pulizia. L’ente di via Mario Nicoletta ha chiesto lo stato d’emergenza, così come fatto anche nell’immediatezza anche dal Comune di Crotone e dalla Giunta regionale, arrivata in città per mostrare vicinanza. Il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Francesco Boccia e il capo della Protezione civile Angelo Borrelli, accorsi a Crotone, hanno promesso sostegno immediato.

Il Ponte sul fiume Neto, che scorre lungo la statale 106 a nord di Crotone, ha dato segni di cedimento. Chiuso per controlli, è stato riaperto poco dopo. Ora l’Anas ha appaltato i lavori di manutenzione, ma secondo la Feneal Uil, che vi ha fatto un sopralluogo nelle settimane successive, non basta. Il sindacato ha puntato il dito contro la cattiva gestione della cosa pubblica che ha lasciato incompiute troppo opere importanti sul territorio. A cominciare da quel Piano Versace, finalizzato a prevenire il rischio idro-geologico.

Ferite ancora aperte

Il nubifragio ha ferito anche i luoghi della cultura, infierendo sul Museo e sui Giardini di Pitagora e mettendo a rischio i resti del Parco Archeologico di Capo Colonna. Duramente colpito anche il settore agricolo: solo il comparto dei finocchi ha subito danni per 20-25 milioni di euro. Dopo gli eventi alluvionali, anche il sistema dei rifiuti ha mostrato nuovamente le sue fragilità, con discariche e impianti bloccati. Risultato? Cassonetti stracolmi e spazzatura per strada. Anche durante le festività natalizie.
Oggi, i danni dell’ultima alluvione sono ferite ancora aperte, che risvegliano un dolore mai sopito, lungo 24 anni. I crotonesi hanno saputo rialzarsi, anche questa volta. Ma non nascondono la rabbia. Per quel che si poteva fare e non si è fatto. Così, da queste parti è sempre emergenza, e a ogni allerta meteo, si spera e si prega. Che la prevenzione diventi abitudine. Chissà se il 2021 li accontenterà.

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