L’appuntamento

Fondi Ue, al Comitato di Sorveglianza le carenze del sistema di gestione della Regione Calabria

Sotto la lente dell'organismo partenariale l’interruzione dei pagamenti sul Fondo sociale europeo dopo le irregolarità rilevate in Cittadella. Ma anche le carenze riscontrate sul Fesr, le opere stralciate dal Programma operativo regionale e le inchieste: oggi l'incontro, che si preannuncia infuocato (ASCOLTA L'AUDIO)

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di Francesco Rende
5 novembre 2021
07:20

Le speranze del lancio dei vari programmi europei e delle conferenze stampa trionfalistiche si scontrano con la realtà dei fatti, con le inchieste giudiziarie, con le opere non realizzate sui territori e addirittura con le interruzioni dei pagamenti: si aprirà oggi alle 10, presso la Sala Verde della Cittadella Regionale, uno dei Comitati di Sorveglianza più difficili di sempre per la Regione Calabria.

Il Comitato di Sorveglianza, infatti, è l’incontro in cui gli emissari della Commissione Europea, il governo nazionale, le parti sociali e il tavolo di partenariato economico e sociale si incontrano per fare il punto sull’andamento della programmazione europea. Un incontro, quello di stamani, che si preannuncia infuocato per le tante fibrillazioni emerse nelle ultime settimane e per le criticità portate alla luce anche dalle inchieste di LaC, che ha scoperto l’interruzione dei pagamenti da parte della Commissione Europea verso la Regione Calabria per irregolarità nel sistema di gestione e controllo del Fondo Sociale Europeo. A questo sono seguite polemiche e reazioni bipartisan, oltre che un’interrogazione urgente alla Commissione Europea depositata dall’europarlamentare Laura Ferrara.


Grandi opere, rifiuti e depurazione: i dossier scottanti

Sono tanti i dossier ancora aperti sul tavolo della Commissione Europea alla voce “Calabria”: la nostra regione è tra quelle ad obiettivo convergenza, quindi da anni continua a ricevere molte più risorse rispetto a quelle delle altre regioni d’Italia. Eppure, gli indicatori continuano tragicamente a non migliorare ed a segnare cifre decisamente inferiori a quelle della media Ue: tra le responsabilità, sicuramente anche quella di una spesa europea non efficiente ed efficace in questi anni, troppo spesso parcellizzata in mille rivoli e mai capace di creare sviluppo strutturale.

Ci sono poi i grandi temi, che vengono di volta in volta spostati in avanti: le grandi opere, le infrastrutture che vengono inserite all’interno dei programmi operative e finiscono ogni volta per essere stralciate, spostate, riprogrammate con progetti ponte e provate a salvare per il rotto della cuffia. Un esempio è quello delle metro leggere: se quella di Catanzaro prosegue, seppur con difficoltà, e dovrebbe concludersi nel prossimo anno, quella di Cosenza è una ferita aperta, non solo nel cuore della città ma nel programma stesso. L’opera è stata ufficialmente rimossa dal Por, ma verrà inserita nella prossima programmazione?

A questi si aggiungono il dossier sulla depurazione, settore per il quale la Regione Calabria continua a ricevere sanzioni e multe nonostante ingenti stanziamenti a disposizione per risolvere in maniera probabilmente definitiva il problema, e quello sui rifiuti. Le immagini con i rifiuti per le strade provenienti dalle varie città calabresi sono il segno che il sistema è al collasso e i tanti fondi a disposizione in questi anni sono stati spesi poco e male.

Le criticità del sistema di gestione e controllo e i pagamenti bloccati

A questi si aggiungono i rilievi arrivati nei mesi scorsi e che riguardano sia il Fondo Sociale Europeo che il Fesr, il Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale. Osservato speciale il sistema di gestione e controllo della Regione Calabria, che all’analisi di Bruxelles ha mostrato pesanti carenze: per quanto riguarda il Fondo Sociale Europeo, ci sono due domande di pagamento attualmente ferme, finché la Regione non presenterà delle risposte soddisfacenti sulle spese ritenute irregolari. Nelle scorse settimane il Dipartimento Programmazione aveva smentito seccamente le informazioni presenti nella nostra inchiesta, ma una conferma è arrivata invece dalla stessa Commissione Europea, che ha snocciolato date e cifre assolutamente diverse da quelle diffuse dal Dipartimento. L’ulteriore conferma è arrivata dalle parole del presidente Occhiuto, che appena insediatosi ai nostri microfoni ha parlato dei problemi più impellenti da affrontare, parlando chiaramente di “69 milioni di euro bloccati dall’Europa”, confermando in toto la nostra inchiesta e smentendo gli uffici di Germaneto.

A questi problemi si aggiungono anche i rilievi mossi sul Fesr nell’Annual Report della Regione Calabria, che individuano quello calabrese come uno dei 30 programmi a rischio per le carenze del sistema di gestione e controllo. È stato infatti rilevato un margine di errore del 5%, ben superiore al tasso di materialità del 2% che Bruxelles concede ai programmi, ed è stata inoltre posizionata la Regione Calabria tra gli enti di categoria 3-4, quelli che potrebbero quindi andare incontro a sanzioni per irregolarità amministrative.

Bandi ed inchieste, anche gli inquirenti vogliono vederci chiaro

Non solo però le irregolarità riscontrate dagli uffici della Commissione Europea: il programma ha avuto diverse difficoltà legate ad inchieste giudiziarie, legate a grandi opere o a procedure legate a bandi pubblici. Se infatti qualche anno fa il programma venne momentaneamente fermato per le verifiche sulle opere legate all’inchiesta Lande Desolate, negli ultimi mesi sono state diverse le inchieste che hanno coinvolto anche opere finanziate con fondi europei. Ad aggiungersi a queste, l’inchiesta “Laguna” della Guardia di Finanza, che ha scoperto e sanzionato degli imprenditori calabresi che avevano utilizzato i fondi europei per acquistare imbarcazioni con incentivi specifici per poi utilizzarle in Sicilia. Un problema, sia chiaro, che non dipende dalla Regione Calabria, ma che mette in imbarazzo gli uffici che avrebbero dovuto probabilmente rilevare queste anomalie nei controlli ex post di primo livello e che invece anche stavolta sono state rilevate solo ed esclusivamente dagli inquirenti, senza che il sistema di controllo interno sulle procedure e sugli affidatari rilevasse alcunché.

A queste si legano le preoccupazioni sulle procedure Covid, sui fondi non utilizzati per l’emergenza sanitaria e per il nuovo Por 21-27: siamo alla fine del 2021 e le procedure di concertazione sono ancora in alto mare (anche se il Covid, in questo caso, ha giocato un ruolo rilevante a livello nazionale). I prodromi della discussione, però, non lasciano presagire nulla di buono: le linee di indirizzo pervenute in Consiglio regionale per l’approvazione sollevarono un nugolo di polemiche. Larghe parti del testo, infatti, erano state copiate da documenti analoghi di altre regioni come Lombardia, Friuli Venezia Giulia e Basilicata: il testo venne rimandato indietro e le successive stesure dovranno essere adesso affrontate dal nuovo Consiglio regionale.

Il tavolo partenariale, dunque, è aperto: si attende anche di capire quali saranno i rilievi delle parti sociali, se ve ne saranno, e delle associazioni di categoria invitate. Sicuramente l’attesa è sulle parole della Commissione Europea, sugli eventuali rilievi che muoverà e sulle risposte che prima il Dipartimento Programmazione e poi il presidente Occhiuto, che presiederà l’incontro fresco di nomina a commissario ad acta alla sanità, daranno al Comitato ed ai cittadini.

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