Un nuovo inquietante episodio tra le mura di Palazzo Luigi Razza s’inserisce nella lunga scia di intimidazioni contro esponenti dell’Amministrazione e dell’apparato burocratico
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Un nuovo inquietante episodio riaccende i riflettori sul clima di tensione, sospetti e intimidazioni che avvolge da mesi il Comune di Vibo Valentia. Questa volta, l’area da cerchiare in rosso nella planimetria di Palazzo Luigi Razza è quella del primo piano, Settore Servizi sociali, per la precisione i bagni in uso al personale femminile, dove stamane è stato rinvenuto un proiettile.
A scoprirlo una delle impiegate che stava usufruendo dei servizi igienici e che ha notato il proiettile sul fondo del wc per poi avvisare la Polizia municipale, intervenuta per effettuare i rilievi del caso. In Comune, dopo poco tempo, sono arrivati anche i carabinieri.
Un ritrovamento sinistro, ancora tutto da decifrare, visto che il bossolo calibro 22 non era accompagnato da alcun altro messaggio che potesse lasciarne intendere, oltre ogni ragionevole dubbio, il significato né l’obiettivo.
Ancora presto, dunque, per dire se si tratti di una nuova intimidazione, anche se i precedenti che nel recente passato hanno portato il Municipio al centro delle cronache, lasciano verosimilmente propendere per questa ipotesi.
Non è la prima volta, com’è noto, che dentro e fuori le mura del palazzo si registrano episodi di questa natura. Nei primi giorni dello scorso maggio, un biglietto contenente esplicite minacce è stato rinvenuto sotto la porta dell’ufficio dell’assessore al Personale e agli Affari generali Marco Talarico. Sul pizzino la scritta “Il prossimo sarai tu”, in riferimento alla brutale aggressione subita pochi giorni prima, il 29 aprile, dal dirigente del settore urbanistica Andrea Nocita, aggredito da due energumeni tra i binari della stazione ferroviaria di Vibo-Pizzo. Lo stesso luogo nei cui paraggi sempre Nocita ritroverà, il successivo 22 maggio, la sua autovettura distrutta da un incendio.
Ancora prima, nel dicembre del 2025, una sorte simile era toccata al presidente del Consiglio comunale Antonio Iannello, le cui auto e abitazione erano state bersagliate da diversi colpi di pistola a Triparni. Andando ancora a ritroso nel tempo, era l’11 luglio 2025 quando a Bivona venne data alle fiamme l’auto di un’altra dirigente, Claudia Santoro. Oggetto di minacce, in precedenza, era stata anche la dirigente Adriana Teti. Il ritrovamento di oggi, benché il destinatario non sia noto, si inserisce in questa lunga e inquietante scia.




