Il legale ferma la comparizione del designatore autosospesosi dopo il caos scoppiato nel mondo del calcio: «Non avendo conoscenza, ritengo di non essere in grado di svolgere efficacemente il mandato difensivo»
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Gianluca Rocchi non si presenterà giovedì all’interrogatorio fissato con il pm Maurizio Ascione nell’ambito dell’indagine della Procura di Milano sul sistema arbitrale. L’ex designatore di Serie A e B, autosospesosi nei giorni scorsi, è indagato per concorso in frode sportiva.
A comunicarlo è stato il suo legale, spiegando in una nota che la scelta è di natura esclusivamente tecnica: «Rocchi voleva presentarsi, ma ho deciso io di rinunciare perché, allo stato, non avendo conoscenza del fascicolo delle indagini preliminari, ritengo di non essere in grado di svolgere efficacemente il mandato difensivo».
L’inchiesta, che negli ultimi giorni ha scosso il mondo arbitrale italiano, affonda però le sue radici in una vicenda precedente: la denuncia dell’ex assistente arbitrale calabrese Domenico Rocca. Fu infatti una sua lettera-esposto inviata nel maggio 2025 alla Commissione Arbitrale Nazionale a far emergere presunte irregolarità nelle designazioni, nei sistemi di valutazione e nei meccanismi interni dell’Aia.
Un documento inizialmente rimasto in ambito sportivo ma poi arrivato all’attenzione della Procura di Milano, diventando di fatto il punto di partenza dell’indagine che oggi coinvolge Rocchi. Proprio dalle segnalazioni di Rocca gli investigatori avrebbero iniziato a scavare su un presunto sistema di favoritismi e possibili interferenze nelle designazioni arbitrali, ampliando poi il raggio dell’inchiesta con testimonianze e accertamenti su più gare e su diversi ufficiali di gara.
La vicenda resta in piena evoluzione e potrebbe avere ulteriori sviluppi nelle prossime settimane, anche alla luce delle prossime mosse della Procura e delle scelte difensive degli indagati.



