Inchiesta Faust, viaggio a Rosarno il giorno dopo l’arresto del sindaco Idà

VIDEO | La cittadina sembra tramortita seppur non sia nuova ad episodi del genere. Tra gli indagati a piede libero anche il presidente del Consiglio comunale, mentre a Polistena è finito in manette il suocero del primo cittadino Marco Policaro

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di Agostino Pantano
19 gennaio 2021
21:27

È indagato a piede libero anche il presidente del consiglio comunale di Rosarno, Stefano Iannace, mentre di Polistena c'è un arrestato eccellete che prima non si conosceva: Antonio Ierace, suocero del sindaco Marco Policaro.
Non sono poche, o di scarso rilievo, le novità emerse all'indomani dell'operazione Faust con cui la Dda di Reggio Calabria ha colpito anche la politica. Mentre Polistena in qualche modo ha reagito, con il sindaco che nell'immediatezza della notizia aveva annunciato l'intenzione di costituire l'ente parte civile, Rosarno ha registrato solo una presa di posizione del gruppo della Lega, che è all'opposizione.  

Agli arresti domiciliari il sindaco rosarnese Giuseppe Idà e il consigliere di opposizione Domenico Scriva, la cittadina si è svegliata col fiato sospeso verso l'ormai certo terzo scioglimento degli organi comunali per infiltrazioni mafiose.


Nel municipio non sembra affatto un giorno come gli altri, le porte degli assessori sono sbarrate e il telefono del vicesindaco, Fabio Oppedisano, squilla inutilmente. In piazza le telecamere preoccupano gli astanti, parlano solo un anziano - che dice di non sapere della notizia degli arresti - e lo storico Ugo Verzì Borgese che dice di voler aspettare la fine delle indagini per esprimere un giudizio. La cittadina del Reggino sembra abituata a terremoti politico-giudiziari del genere. Nel 2008 arrestarono un altro sindaco, il consiglio fu sciolto, ma quell'amministratore venne prosciolto già nelle fasi del giudizio preliminare.

Anche per questo, forse, non c'è voglia di parlare tra la gente, con la politica che, invece, dopo la sospensione di Idà e Scriva, aspetta di conoscere il destino di un civico consesso la cui formazione, secondo chi indaga, è stata condizionata dal clan Pisano. Iannace, appena 26enne, fu il primo degli eletti nelle elezioni del 2016 - con una valanga di 700 voti - rappresentando anche quella leva politica giovane che ora risulta colpita dall'inchiesta.
La guida del Comune è ora nelle mani di Fabio Oppedisano, il vicesindaco anche lui giovane e professionista come il sindaco Idà.

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