Il loro legale Pitaro costretto per l’ennesima volta a sollecitare la rappresentanza di Governo del capoluogo in un atto previsto dalla prassi
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Torna alla ribalta la triste situazione dei lavoratori di Konecta R (ex Abramo) per i quali non si conosce il destino, tantomeno in un afoso agosto infinito.
A riproporre la questione è l’avvocato Francesco Pitaro che da loro ha ricevuto mandato ad insistere con una prassi bruscamente interrottasi.
«Invero più volte questi signori hanno chiesto informazioni in merito al loro futuro occupazionale e all’esistenza di un piano di rilancio dell’azienda e, tuttavia, nonostante i ripetuti atti (oggi siamo al quinto) non hanno avuto risposte – esordisce il legale – Dopo, infatti, un interessamento da parte del Vice Prefetto Vicario di Catanzaro, Vito Turco, che ha chiesto correttamente a Konecta R un’informativa sulla società e sulle prospettive occupazionali, mai pervenuta, se non in forma monca e insoddisfacente, vi è che all’indomani dell’insediamento del nuovo Prefetto di Catanzaro, la Prefettura di Catanzaro ha omesso di convocare il chiesto tavolo alla presenza dell’azienda e dei lavoratori.
L’auspicio è che questo quinto atto ridesti l’attenzione su una problematica che involge questioni lavorative e occupazionali e sociali che riguardano decine e decine di famiglie e che l’Ispettorato del Lavoro e il Prefetto di Catanzaro vogliano con tempestività convocare il chiesto tavolo affinchè Konecta R informi i lavoratori in merito al futuro dell’azienda e al piano di rilancio della stessa (se vi è) e alle prospettive occupazionali dei lavoratori che sono in allarme. Si tratta di informazioni che i lavoratori hanno diritto di ottenere – ribadisce il loro avvocato – che non possono essere omesse dal datore di lavoro se non incorrendo in condotte antigiuridiche e inadempienti».

