La Corte d’Appello di Reggio Calabria ribalta la sentenza del processo “Ares”: esclusa l’aggravante mafiosa e cancellata la condanna a 12 anni e mezzo inflitta in primo grado
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La criminologa Angela Tibullo è stata assolta dall'accusa di concorso esterno con la 'ndrangheta perché «il fatto non sussiste». Lo ha deciso la Corte d'Appello di Reggio Calabria che l'ha condannata, invece, a un anno e 8 mesi di reclusione, con pena sospesa, per intralcio alla giustizia e falsità ideologica. Per entrambi i reati, i magistrati di secondo grado hanno escluso l'aggravante del favoreggiamento alle cosche della Piana di Gioia Tauro.
Per tutti i reati, in primo grado Tibullo era stata condannata a 12 anni e mezzo di carcere. È stata, quindi, ribaltata la sentenza del processo "Ares" nato da un'inchiesta in cui, secondo la Dda di Reggio Calabria, era emerso che la criminologa sarebbe stata al servizio del clan Cacciola e Grasso di Rosarno.

