Tre società in amministrazione controllata. È il risultato di una indagine del Centro Operativo Dia di Brescia, filone legato a una inchiesta chiusa nell'agosto 2024, scaturita dallo sviluppo delle risultanze già emerse nell'indagine coordinata dalla procura di Catanzaro denominata Operazione Glicine-Acheronte. La Dia bresciana ha ottenuto dal Tribunale di Brescia - Sezione Autonoma Misure di Prevenzione l'applicazione della misura preventiva non ablativa dell'amministrazione giudiziaria prevista dall'articolo 34 del Codice Antimafia, nei confronti di società, con sede nella provincia di Verona, che si aggiungono alle 8 società di Brescia e Mantova già interessate dallo stesso provvedimento emesso nell'estate 2024.

Le società sono attive nei settori della locazione e compravendita di beni immobili propri e nel settore coltivazione dell'uva e produzione e vendita di vino. L'intero compendio delle 3 società, con volume d'affari di 2 milioni di euro e un patrimonio immobiliare di circa 30 milioni di euro, è riferibile allo stesso imprenditore, di origine veronese agli arresti domiciliari nel Mantovano sin da giugno 2023.

L'esame dei flussi di segnalazioni per operazioni sospette di riciclaggio, gestiti dall'Unita' di Informazione Finanziaria della Banca d'Italia, ha consentito di confermare l'esistenza di radicati rapporti e cointeressenze finanziarie (anche estere) con esponenti di una famiglia 'ndranghetista che aveva manifestato la propensione a intraprendere investimenti nei territori limitrofi al lago di Garda, sulla sponda veronese. di fatto, la cosca ha influito sulla gestione di un'ampia parte dell'articolata sfera societaria facente capo all'imprenditore in questione. L'amministrazione delle 3 società è stata affidata, per la durata minima di un anno, a un collegio composto da 2 amministratori.