«La Regione stravolge il Bando Borghi con manovre poco trasparenti»: la protesta dei Comuni esclusi

Sono diversi i primi cittadini che si stanno adoperando tutti insieme per avviare un ricorso a quanto deciso dal presidente Spirlì: «Non si comprende quale sia stato il criterio usato per escludere chi era già risultato meritevole di finanziamento»

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di Redazione
22 dicembre 2020
16:22
La Cittadella regionale
La Cittadella regionale

«La Regione Calabria stravolge il Progetto Borghi attraverso manovre poco trasparenti. Erano 359 le proposte progettuali ammesse al finanziamento per il recupero dei borghi calabresi: con un colpo di spugna é stato deciso che saranno solo 73». Così in una nota i sindaci di alcuni comuni calabresi sul decreto che impegna 100 milioni di euro a favore di 73 paesi calabresi.

«Non si comprende quale sia stato il criterio utilizzato - attaccano i primi cittadini - che ha permesso di stravolgere la graduatoria ed escludere quindi chi era già risultato meritevole di finanziamento. Quello che doveva essere innanzitutto un investimento culturale per l’intera Calabria, si traduce in campagna elettorale: il (decaduto) governo regionale, anziché preoccuparsi delle emergenze quali l’attuazione del piano anti Covid, punisce la maggioranza dei progetti positivamente valutatati dalla precedente Amministrazione».


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E ancora: «La scellerata scelta di ribaltare il tutto ha mortificato il lavoro svolto dai singoli comuni i quali, per poter partecipare al bando, avevano impiegato tempo e risorse nella progettazione delle proposte, ma soprattutto ha arrecato ingenti danni ai tanti privati che hanno già investito in elaborazione di progetti e nell’ideazione di soluzioni: infatti il bando prevedeva anche la possibilità di ottenere il finanziamento a lavori già iniziati purché fossero adeguatamente certificati. Qualcuno dovrà rispondere alle tante iniziative imprenditoriali che nel frattempo si erano avviate al potenziamento e qualificazione di ricettività extralberghiera ed alla qualificazione delle strutture della ristorazione di qualità e del sistema dei servizi turistici. Pertanto, molti sono i comuni che si stanno adoperando per promuovere un'azione congiunta e avviare un ricorso verso quanto deciso negli ultimi giorni da parte dell’attuale Presidente f.f. Spirlì».

I Comuni firmatari

Acri, Mottafollone, Piane Crati, Civita, Lungro, Morano Calabro, Zumpano, Santo Stefano di Rogliano, Aprigliano, Rota Greca, Firmo, Tarsia, Laino Borgo, Belsito, Castiglione Cosentino, Fuscaldo, Rose, Cerisano, San Donato di Ninea, Lattarico, Malvito, Paterno Calabro, Bonifati, Mormanno, Montegiordano, Parenti, Cropalati, San Marco Argentano, San Basile, Marzi, Mangone, Carolei, Nocara, Castrovillari, Luzzi, Cellara, San Pietro in Amantea, Bonifati, Pietrapaola, Plataci, Montegiordano, Rogliano, Calopezzati, Santa Sofia d’Epiro, Colosimi, Trebisacce, Caloveto, San Martino di Finita.

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