Emergono nuovi particolari sull’arresto effettuato dalla Guardia di Finanza e dai Carabinieri del Comando Provinciale di Cosenza, in un’area rurale del comune di Cetraro, del latitante Giuseppe Scornaienchi, destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Catanzaro su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia.

L’arresto di Scornaienchi a Cetraro è avvenuto al termine di una complessa operazione interforze che ha visto impegnati, oltre all’Arma dei Carabinieri, il Comando Provinciale di Catanzaro, lo S.C.I.C.O. di Roma e il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria – G.I.C.O. della Guardia di Finanza, con il determinante contributo operativo dello Squadrone Carabinieri Eliportato Cacciatori di Calabria.

Secondo quanto emerso dalle indagini, ancora nella fase preliminare e dunque soggette a verifica processuale, Scornaienchi è ritenuto gravemente indiziato di far parte di un’associazione per delinquere attiva nel territorio di Cetraro e nelle aree limitrofe. A suo carico vengono ipotizzati, a vario titolo, numerosi reati: tentate estorsioni, furti aggravati consumati e tentati, detenzione e porto illegale di armi da fuoco ed esplosivi, ricettazione, riciclaggio e lesioni personali, con l’aggravante del metodo mafioso per alcuni episodi.

La misura restrittiva, eseguita inizialmente il 25 settembre scorso nei confronti di altri indagati, non era stata possibile nei confronti di Scornaienchi, che si era reso irreperibile avviando una fase di latitanza. Le indagini, avviate nell’ottobre 2022 dai Carabinieri della Compagnia di Paola e successivamente sviluppate dal Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Cosenza, hanno fatto ricorso a servizi tecnici, analisi di sistemi di videosorveglianza e riscontri investigativi sul territorio.

Particolarmente rilevanti sono state anche le risultanze investigative della Guardia di Finanza di Catanzaro, che hanno portato, lo scorso 26 ottobre, all’arresto di Alessio Ricco, cognato di Scornaienchi e ritenuto appartenente alla stessa compagine criminale.

Tra gli episodi contestati figurano due tentativi di estorsione ai danni di imprenditori dei settori sanitario e dei trasporti, un grave atto intimidatorio compiuto il 14 agosto ai danni di una discoteca di Sangineto mediante l’esplosione di colpi d’arma da fuoco, oltre a tentativi di furto a sportelli bancomat e alla ricettazione di veicoli e targhe utilizzati per la commissione di altri reati.

L’arresto di Scornaienchi a Cetraro rappresenta un ulteriore e significativo risultato nell’azione di contrasto alla criminalità organizzata cetrarese, frutto di indagini coordinate dalla D.D.A. di Catanzaro e sostenute da una stretta sinergia tra le diverse forze di polizia impegnate sul territorio.