Le istituzioni locali come presidio avanzato dello Stato, gli amministratori come frontiera esposta della democrazia, la legalità come scelta quotidiana che ha un costo. La puntata di Dentro la Notizia, condotta da Pier Paolo Cambareri, ha costruito un racconto denso e necessario, tenendo insieme due vicende che parlano alla Calabria e al Paese: il riconoscimento della Direzione Investigativa Antimafia alla sindaca di Siderno Mariateresa Fragomeni e l’agguato a colpi di pistola contro il presidente del Consiglio comunale di Vibo Valentia Antonio Iannello.

Il punto di partenza è una scelta che va oltre la simbologia: dedicare a Fragomeni una pagina del calendario istituzionale 2026 significa indicare un metodo, riconoscere una postura amministrativa fondata su trasparenza, nettezza e coerenza in un territorio segnato da commissariamenti e tentativi di condizionamento. Un segnale che la stessa sindaca ha accolto come responsabilità ulteriore, prima ancora che come gratificazione personale. «È un riconoscimento che riguarda Siderno e la sua comunità, una città che ha scelto da che parte stare». Ha spiegato, richiamando una campagna elettorale impostata sul cambiamento dichiarato e praticato e su un’amministrazione che ha ricucito servizi, opere pubbliche e fiducia, con risultati concreti sul decoro e sulla gestione.

Nel racconto emerge con chiarezza il prezzo del cambiamento. Le intimidazioni subite, i proiettili lasciati come messaggio, le minacce ricevute non diventano mai motivo di autocelebrazione, piuttosto la misura di una esposizione reale che accompagna chi governa senza mediazioni con l’illegalità. La forza, ha sottolineato Fragomeni, arriva quando la comunità reagisce, quando studenti, cittadini e istituzioni fanno quadrato: «La risposta della città è stata decisiva, perché ti dice che non sei sola e che devi andare avanti».

È qui che la trasmissione incrocia la cronaca più dura. L’agguato a Iannello, avvenuto a pochi giorni dal Natale, rompe ogni distanza di sicurezza. Colpi sparati mentre rientrava a casa, l’incredulità iniziale, la paura che si insinua dopo. «Ancora oggi non riesco a spiegarmi il perché di un gesto così violento». Ha raccontato, restituendo il senso di smarrimento e vulnerabilità che accompagna chi, da decenni, fa politica e amministrazione «in maniera libera, nella piena legalità». Parole che riportano il tema della sicurezza degli amministratori al centro del dibattito, senza scorciatoie emotive.

La riflessione si allarga e diventa politica. Fragomeni lega la legalità alla giustizia sociale, indicando il bisogno come terreno su cui la criminalità prova a insinuarsi. «La legalità è a 360 gradi e passa dalle politiche sociali, dal lavoro, dalla formazione dei ragazzi». Ha detto, richiamando la necessità di un’azione pubblica capace di ridurre le disuguaglianze e rafforzare la presenza dello Stato nella vita quotidiana delle persone.

Dentro la Notizia tiene insieme riconoscimento istituzionale, esperienza amministrativa e minaccia alla democrazia locale, costruendo un racconto che interroga la politica e chiama in causa responsabilità più ampie. Perché amministrare in Calabria, come altrove, significa spesso stare sulla linea di confine, dove il coraggio non è retorica e la legalità ha un volto preciso, esposto, umano.