Requisitoria dei pm della Dda di Milano, pm Gianluca Prisco e Simona Farraiuolo, dinanzi al locale Tribunale collegiale nell’ambito del processo nato dall’operazione denominata “Old Irons” che mira a far luce su ipotesi di reato legate al narcotraffico e al riciclaggio. Queste le singole richieste di condanna: 30 anni di reclusione per Francesco Orazio Desiderato, 51 anni, di Nicotera, residente a Barlassina (Mi); 8 anni e 6 mesi per Saverio Lo Mastro, 62 anni, di San Gregorio d’Ippona, residente a Desio; 30 anni per Massimiliano Crocco, 49 anni, di Cosenza; 18 anni e 3 mesi per Pietro Valente, 39 anni, di Carate Brianza; 21 anni e 2 mesi per Alessandro Martone, 47 anni, di Milano.

Le accuse e i ruoli dei vibonesi

Francesco Orazio Desiderato (ritenuto da sempre vicino al clan Mancuso) viene collocato dal gip e dalla Dda di Milano al vertice di un’associazione a delinquere dedita al narcotraffico (cocaina, hashish e marijuana). In particolare sarebbe stato il promotore e l’organizzatore del narcotraffico, dando ordini agli associati ed acquistando cocaina e hashish in quantità elevate, determinando il prezzo dello stupefacente e gestendo le somme di denaro provento dell’attività illecita. A lui si sarebbero rivolti gli altri associati per essere autorizzati a rivendere lo stupefacente. Per gestire i rapporti con i fornitori, Francesco Orazio Desiderato avrebbe utilizzato diverse applicazioni di messaggistica istantanea come WhatsApp, FaceTime e la piattaforma criptata denominata SkyEcc. Di persona, invece – approfittando delle ore di permesso a lui concesse dal Tribunale di Sorveglianza di Milano – avrebbe gestito il narcotraffico recandosi in un demolitore di auto in via Girardengo a Milano (luogo ritenuto la base operativa dell’organizzazione), dotato di un sofisticato impianto di vigilanza video che gli garantiva il monitoraggio costante dell’intera area. Tra la fine del 2022 e l’inizio dell’anno 2023, Francesco Orazio Desiderato è poi accusato di aver ceduto cinque chili di hashish.

Francesco Orazio Desiderato deve rispondere anche del reato di usura per un prestito di 60mila euro elargito in contanti e per il quale si sarebbe fatto consegnare in 15 giorni l’ulteriore somma di seimila euro. Su altro prestito di 200mila euro, Desiderato si sarebbe fatto restituire in un anno la somma complessiva di 500mila euro comprensiva anche di orologi di lusso e attività edili.

Saverio Lo Mastro (difeso dagli avvocati Francesco Capria e Chiara Zanotti) sarebbe stato invece una sorta di “factotum” di Francesco Orazio Desiderato, intestandosi fittiziamente le ditte G. Group srl e Nunù “con le quali emetteva fatture per operazioni inesistenti”, nonché si aggiudicava – per conto di Francesco Orazio Desiderato – lavori edili nell’hinterland milanese. Tra il 2022 e il 2023, Saverio Lo Mastro – per conto di Francesco Orazio Desiderato – avrebbe partecipato a delle aste immobiliari per l’aggiudicazione di “eleganti complessi immobiliari”, acquistando con la ditta G. Group srl due proprietà site nel comune di Barlassina e un’attività commerciale a Cusano Milanino (Bar caffè Sormani). In passato Saverio Lo Mastro aveva patteggiato nel 2009 una pena a 4 anni di reclusione a seguito della bancarotta fraudolenta della “Lo Mastro Costruzioni Srl” e ulteriori 4 anni per la bancarotta fraudolenta della “Tornado Gest Srl” che avrebbe dovuto realizzare la multisala “Magic Movie Park” di Muggiò, in provincia di Monza-Brianza.

Da ricordare che Francesco Orazio Desiderato (difeso dagli avvocati Francesco Capria e Beatrice Saldarini), già con precedenti specifici e condanne per traffico di droga (è nipote del boss Antonio Mancuso, cl ’38, alias ‘Zi ‘Ntoni, di Limbadi), il 22 gennaio 2025 è stato invece assolto dall’accusa di narcotraffico dalla Corte d’Appello di Milano nell’ambito dell’inchiesta denominata Medoro (2 anni e 8 mesi in primo grado a fronte di una richiesta di condanna della Dda a 9 anni).