'Ndrangheta, inchiesta Alchemia: ex vice presidente Consiglio regionale chiede l'abbreviato

Operazione “Alchemia”: oltre a Francesco D'Agostino di Stocco&Stocco chiedono il rito alternativo altri 18 indagati

di Tiziana Bagnato
7 giugno 2017
11:18
Francesco D’Agostino
Francesco D’Agostino

Hanno scelto il rito abbreviato 19 degli indagati dell’inchiesta Alchemia, che ha portato a luglio 2015 all’arresto di 40 persone con le accuse a vario titolo di associazione per delinquere di stampo mafioso, concorso esterno in associazione mafiosa, corruzione, intestazione fittizia di beni e società.

 


Tra coloro che hanno optato per l’abbreviato anche il vice presidente del consiglio regionale Francesco D’agostino, leader di Stocco&Stocco, accusato di essere un prestanome della cosca Raso – Gullace. Secondo l’impianto accusatorio l’azienda, leader del settore da un decennio, risponderebbe al clan. 

 

A dirlo sarebbe stata Teresa Ostarteg, ex moglie di Vincenzo Mamone, imparentato con i Raso – Gullace. La donna lo avrebbe appreso nel corso di conversazioni con i familiari. In un’intercettazione del 2010 fra le sorelle Luciana e Mimma Politi veniva colto proprio uno scambio di battute relativo alla decisione dei vertici della cosca di allontanare Jimmy Giovinazzo dalla Calabria a seguito dei controlli della Guardia di Finanza e dei problemi giudiziari che ne erano conseguiti. Nella conversazione le sorelle affermavano che la decisione era necessaria per potere “stare più tranquilli con questo dello stocco".

Tiziana Bagnato

Giornalista
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