Oliverio a giudizio per l’ospitata a Spoleto: «Centomila euro spesi solo per fini personali»

L’ex governatore a processo assieme al presidente del Cda di Hdrà Mauro Luchetti e all’ex parlamentare Ferdinando Aiello. Soldi bruciati per pagare vitto, alloggio e comfort agli ospiti, un’intervista, una cena di gala e 500 copie del libro di Paolo Mieli

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di Pietro Comito
25 novembre 2020
06:43
Oliverio al festival di Spoleto
Oliverio al festival di Spoleto

Spesi per pagare uno spot di due minuti che non sarebbe mai finito in tv, un’intervista con l’ex direttore del Corsera Paolo Mieli, il pernottamento, il vitto ed i comfort per i vip ospiti del Festival di Spoleto: da Raffaella Carrà a Marco Travaglio.

Centomila euro
- soldi dei calabresi, che dovevano essere spesi per promuovere l’immagine turistica della Calabria - praticamente bruciati per un’operazione di «promozione personale» e politica («del suo partito», il Pd) dall’allora governatore Mario Oliverio, il quale adesso dovrà comparire davanti al Tribunale di Catanzaro per difendersi dalle accuse di peculato.

L’ex presidente della Regione è stato infatti rinviato a giudizio unitamente al presidente del Consiglio d'amministrazione di Hdrà (la potente agenzia che ha sovrinteso l’organizzazione del Festival di Spoleto nel 2018, edizione nella quale si sarebbe consumata la condotta illecita) Mario Luchetti e all’ex parlamentare Ferdinando Aiello, indicato come l’iniziale «istigatore» della condotta costata al presidente Oliverio l’ennesima grana giudiziaria di una legislatura tormentatissima.

A chiedere ed ottenere il rinvio a giudizio di Oliverio, Luchetti e Aiello, il sostituto procuratore di Catanzaro Graziella Viscomi, sulla scorta delle indagini svolte dalla Guardia di finanza.

Il procedimento giudiziario fu aperto in seguito ad un’inchiesta giornalistica di LaC News24, che aveva svelato la marchiana distrazione di quei centomila euro dai fondi Pac 2014-2020 destinati al settore turistico calabrese e che invece erano terminati nelle facoltose casse di Hdrà per finanziare la kermesse culturale umbra e, quindi, l’ospitata di Oliverio nel parterre di Paolo Mieli, assieme a Raffaella Carrà, Marco Travaglio, Franca Leosini, Paola Cortellesi e Gabriele Muccino.

In pratica - secondo la Procura di Catanzaro, ma anche il gip che poi ha ordinato un sequestro per equivalente da 95mila euro ed il gup che ha ritenuto sufficienti gli elementi dell’accusa per un approfondimento dibattimentale - anziché finanziare un progetto per promuovere veramente l’immagine della Calabria e nel mondo, quei soldi sarebbero stati distratti per una operazione di marketing politico personale da parte dello stesso Oliverio. E non fu pagato solo il vitto e l’alloggio degli illustri ospiti del festival, ma anche una cena di gala per sessanta ospiti selezionati, il noleggio delle berline per gli spostamenti dei vip e, addirittura, 500 copie di uno dei libri di Mieli stampate da Mondadori.

L’ex governatore s’è sempre difeso proclamando la sua innocenza ma non è stato mai in grado di offrire alcuna spiegazione plausibile su come quei soldi siano serviti per promuovere le risorse naturali e le bellezze paesaggistiche e culturali di questa sventurata regione.

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