Omicidio Mezzatesta, i carabinieri ricostruiscono in aula le indagini

I militari hanno spiegato come sono giunti a indicare Marco Gallo come presunto sicario. Ad inchiodarlo il gps del suo telefonino e l'acquisizione delle immagini delle telecamere 

 

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di T. B.
14 febbraio 2019
21:16
Il luogo dell’agguato
Il luogo dell’agguato

Hanno raccontato come si sono dipanate e intrecciate le indagini che hanno portato all"identificazione e all'arresto di Marco Gallo, considerato il presunto sicario di Gregorio Mezzatesta, i carabinieri del Nucleo Investigativo di Catanzaro, all"epoca dei fatti guidati dal Capitano Fabio Vincelli.
Oggi in Corte d"Assise gli uomini dell'Arma hanno ricostruito il puzzle venuto fuori tramite l'acquisizione delle immagini delle telecamere di videosorveglianza del territorio e quelle in dotazione agli esercizi commerciali della zona a condurli proprio all'incensurato trentatreenne di Falerna.
Un ruolo di primo piano avrebbero avuto poi anche i rilievi del Gps del cellulare di Gallo.
Dalle analisi delle celle a cui si sarebbe agganciato il telefonino, sarebbe emerso che il presunto killer tre giorni prima del delitto del dipendente delle Ferrovie si trovava a Decollatura, proprio nella zona del bar in cui lavorava Luciano Scalise. E, ancora, tramite lo stesso tipo di mappatura, Gallo sarebbe risultato essere in casa degli Scalise 48 ore prima dell'esecuzione.

Giornalista
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