Ha visto un collega in pericolo e ha agito d'istinto, senza pensare alle conseguenze. Quel gesto di coraggio gli è costato la vita. Francesco Vona, 39 anni, originario di una famiglia calabrese e residente a Vittorio Veneto, è morto nella mattinata del 16 luglio mentre lavorava nella cava della Postumia Inerti, a Giavera del Montello, in provincia di Treviso.

Secondo una prima ricostruzione, l'operaio è intervenuto per soccorrere un collega rimasto agganciato con un braccio a un nastro trasportatore durante un intervento di manutenzione. Nel tentativo di salvarlo è stato travolto dal macchinario, riportando lesioni mortali.

Il tentativo di salvataggio e la tragedia

L'incidente è avvenuto poco prima delle 8 del mattino all'interno dell'impianto di estrazione di inerti.

A dare l'allarme è stato lo stesso collega coinvolto nell'incidente, un operaio di 38 anni residente a Villorba, che nonostante le ferite è riuscito a chiamare i soccorsi e a prestare le prime cure a Vona.

Sul posto sono intervenuti le ambulanze del Suem 118, l'automedica, l'elisoccorso, i vigili del fuoco e i carabinieri di Montebelluna. Per il trentanovenne, però, non c'era ormai più nulla da fare.

Poco dopo è arrivata anche la madre, Santina, che, appresa la notizia della morte del figlio, ha accusato un malore ed è stata accompagnata in ospedale.

L'inchiesta: macchinario sequestrato

La Procura di Treviso aprirà un fascicolo per accertare l'esatta dinamica dell'incidente e verificare eventuali responsabilità sul fronte della sicurezza sul lavoro.

Determinante sarà la testimonianza del collega rimasto ferito, ricoverato all'ospedale Ca' Foncello di Treviso in prognosi riservata. Le sue condizioni sono gravi, ma non sarebbe in pericolo di vita.

Gli ispettori dello Spisal dell'Ulss 2 raccoglieranno la sua versione dei fatti e quella degli altri lavoratori presenti.

Nel frattempo il macchinario coinvolto è stato posto sotto sequestro, mentre l'azienda ha sospeso le attività della cava fino al termine degli accertamenti investigativi. Il magistrato valuterà anche l'eventuale conferimento dell'incarico per l'autopsia.

L'azienda: «Ha cercato di aiutare un collega»

A ricostruire quei drammatici istanti è stato Roberto Grigolin, socio della Postumia Inerti.

«Francesco ha tentato di aiutare un collega. È salito sul nastro, è andato a prenderlo, ha perso l'equilibrio ed è caduto. L'istinto purtroppo ti porta a fare questo tipo di gesti».

Parole che descrivono un gesto istintivo di solidarietà trasformato in tragedia.

Una famiglia calabrese radicata in Veneto

Francesco Vona viveva a Vittorio Veneto con la madre. I genitori erano originari di Crotone e si erano trasferiti nel Trevigiano negli anni della costruzione dell'autostrada A27, costruendo lì la propria famiglia.

Nel settembre 2024 aveva perso il padre Giuseppe, morto a 67 anni dopo una malattia. Anche lui aveva lavorato per molti anni nella stessa cava dove il figlio ha trovato la morte.

Dopo gli studi superiori Francesco aveva lavorato come barista e aveva svolto diverse stagioni estive a Lignano Sabbiadoro, ma la passione per il lavoro in cava, respirata fin da bambino, lo aveva riportato sulle orme del padre.

Da circa sei anni era dipendente della Postumia Inerti, dove era molto apprezzato dai colleghi.

Il ricordo: «Era una brava persona»

«Era una brava persona, un lavoratore. Stamattina mi ha salutato quando siamo arrivati, abbiamo scambiato due parole e poi io sono andato via», racconta il collega Pierangelo Zanatta al Corriere della Sera.

«Per me era un amico, lavoravamo insieme da diversi anni. Solo qualche settimana fa aveva festeggiato il compleanno offrendoci il pranzo».

Anche gli amici lo ricordano come una persona generosa e sempre disponibile.

«Francesco era un ragazzo buono e gentile, sempre pronto ad aiutare gli altri», racconta sempre al Corriere Matteo Gaiot, amico d'infanzia.

«Ogni volta che ci trovavamo era una festa».

La passione per il calcio e per l'Inter

Grande tifoso dell'Inter, Francesco aveva dedicato molti anni anche al calcio.

Aveva giocato come portiere e, una volta terminata l'attività agonistica, aveva iniziato a collaborare con il Calcio Fregona, allenando i bambini.

Sui social sono comparse decine di messaggi di cordoglio. Tra questi quello di Matteo Gaiot, che ha scritto: «Rimarrai sempre il numero uno», richiamando il soprannome con cui Francesco amava scherzosamente definirsi.

Francesco Vona lascia la fidanzata, la madre Santina, la sorella Tiziana e due nipoti ai quali era profondamente legato. La sua morte riporta al centro dell'attenzione il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro e il drammatico bilancio degli incidenti che continuano a colpire il Paese.