La società Stretto di Messina prende posizione dopo le notizie relative all’inchiesta della Procura di Roma che ipotizza i reati di corruzione e rivelazione del segreto d’ufficio nell’ambito dell’iter di approvazione del progetto del Ponte sullo Stretto di Messina. Attraverso una nota ufficiale, l’amministratore delegato Pietro Ciucci ha ribadito la totale estraneità della società alle vicende oggetto delle indagini, assicurando al tempo stesso piena collaborazione con gli inquirenti.

Secondo quanto reso noto dalla Procura capitolina, un avvocato già componente del consiglio di amministrazione della società, un imprenditore e un ex presidente aggiunto della Corte dei conti, avrebbero tentato di influenzare l’esame di legittimità della magistratura contabile sul progetto definitivo dell’infrastruttura.

Di fronte agli sviluppi investigativi, Ciucci ha sottolineato come la società sia rimasta estranea ai fatti contestati: «Abbiamo accolto con sorpresa le notizie riportate dai media sulle indagini per le quali la Società è totalmente estranea». L’amministratore delegato ha quindi ribadito la linea di piena collaborazione con gli organi inquirenti, aggiungendo che «confermiamo la massima disponibilità a collaborare con le Autorità inquirenti e prenderemo tutte le misure necessarie a tutela degli interessi aziendali e del progetto».

Una precisazione che arriva in una fase particolarmente delicata per il progetto, già al centro negli ultimi mesi di approfondimenti e verifiche da parte della Corte dei conti sul percorso autorizzativo e amministrativo dell’infrastruttura.

Nel suo intervento, Ciucci ha inoltre voluto riaffermare l’impegno della società nel portare avanti il progetto nel rispetto delle norme e delle prescrizioni istituzionali. «La Società prosegue nel suo impegno di realizzare il ponte sullo Stretto con massima trasparenza per adempiere alla missione affidatale dal Parlamento e dal Governo», ha dichiarato l’amministratore delegato.

Lo stesso Ciucci ha evidenziato come l’azione della società continui a svilupparsi «conformandosi a tutti i rilievi espressi dalla Corte dei conti nelle sue delibere così come dettagliatamente definito dal Dl “Commissari” dell’11 marzo 2026».