Proteste ad Amantea dopo l'arrivo dei migranti contagiati: «Pugno nell'occhio per il turismo»

VIDEO | Dopo una giornata di mobilitazione, il clima nella cittadina del Cosentino si fa meno teso ma permangono le preoccupazioni da parte dei residenti e degli operatori turistici: «Abbiamo già ricevuto disdette»

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di G. D.A.
12 luglio 2020
19:42

Il clima di tensione si è disteso ma la rabbia e la preoccupazione permangono. La protesta ad Amantea è proseguita per tutto il pomeriggio e i presidi sono stati mantenuti per ore in più punti della città, tanto a Nord quanto a Sud. Le fasi più concitate della manifestazione – che solo in pochissimi momenti ha rischiato di degenerare – sono state documentate attraverso la diretta facebook su LaCnews24.it. Sul posto, tra i manifestanti in protesta e le forze dell’ordine a calmierare gli animi, la collega Francesca Lagatta.    

Ai nostri microfoni i cittadini hanno spiegato le ragioni della mobilitazione sorta dopo il trasferimento di tredici immigrati positivi al Coronavirus: «Non si tratta di una protesta contro i migranti. Amantea è stata ed è ad oggi una terra di accoglienza che vive di turismo soprattutto nel periodo estivo».

Le ricadute sul turismo

È infatti la ricaduta in termini di immagine e di turismo ad agitare commercianti, albergatori, ristoratori e residenti stessi: «Dopo tre mesi di chiusura totale, di sacrifici, di attività costrette ad abbassare la saracinesca, ci ritroviamo a raccogliere i frutti di una mala gestione da parte delle istituzioni». L’arrivo dei casi da Roccella ha rappresentato un durissimo colpo: «Un pugno nell’occhio per il turismo della nostra città». Come confermato da alcuni manifestanti: «Sono arrivate già le prime disdette. Oggi doveva essere una tranquilla domenica di mare ma ieri eri sera ad Amantea ci hanno chiuso l’estate». La ripresa vera e propria non era ancora iniziata ma i primi villeggianti avevano iniziato a raggiungere la località turistica.

I migranti ospitati nel cuore di Amantea

Rimarcano: «I migranti sono stati ospitati in una struttura centrale, a centro metri dal mare non in una zona isolata. Questo non è accettabile». Così, dopo le settimane difficili trascorse in piena pandemia con i diversi contagi e i morti registrati, la cittadina teme il peggio: «A settembre-ottobre ci chiudono di nuovo? Ce lo devono spiegare», si chiedono infine i cittadini.

Il presidio sciolto

Intorno alle 19.30, infine, i manifestanti hanno sciolto il presidio e liberato le strade. Il traffico ha ripreso lentamente a circolare. La decisione è giunta dopo l’incontro avvenuto nel pomeriggio in Questura alla presenza di una delegazione di cittadini. La protesta proseguirà domani mattina nei pressi del Comune (attualmente retto dai commissari prefettizi) in attesa di trovare un punto d’incontro.

 

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Giornalista
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