Emergenza pandemia

Scuola, anche da Catanzaro l’appello di una dirigente: «Vaccinarsi, per non condannare i giovani alla solitudine affettiva»

Elena De Filippis era stata travolta dalle polemiche lo scorso marzo quando adottò una circolare invitando i colleghi alla vaccinazione. Favorevole all'obbligo e sugli studenti: «Sì al green pass come in tutti i luoghi pubblici»

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di Luana  Costa
28 luglio 2021
15:55
La dirigente scolastica del liceo classico di Catanzaro, Elena de Filippis
La dirigente scolastica del liceo classico di Catanzaro, Elena de Filippis

Era finita nel mirino del sindacato per aver adottato una circolare interna in cui invitava i colleghi a vaccinarsi. Travolta dalle polemiche la revocò ma a distanza di appena quattro mesi, quel provvedimento si rivela oggi lungimirante; almeno sulla scorta del dibattito in corso sulla possibilità di rendere obbligatorio il vaccino per il personale scolastico.

Vaccinazione obbligatoria

Era marzo ma da allora la dirigente scolastica del liceo classico Galluppi di Catanzaro, Elena De Filippis, non ha cambiato idea: «Esiste un obbligo vaccinale in Italia per cui noi non possiamo iscrivere a scuola chi non è vaccinato, non capisco per quale ragione dovrebbe essere utilizzato un metro diverso per questa vaccinazione che può salvare la vita delle persone che operano all'interno della scuola. Io non solo sono favorevole ma sono convinta che l'obbligo sia fondamentale per una questione di sicurezza». 


Scuola di vita

Una valutazione del resto in linea con la famosa circolare che suscitò l'ira del sindacato costringendola al passo indietro ma che adesso potrebbe essere una misura adottata direttamente dal Governo per garantire un rientro in aula a settembre in sicurezza. «Credo che non ci sia altra strada per tornare ad una scuola sana che è innanzittuto scuola di vita - precisa la dirigente scolastica -. Una scuola d'inclusione, di colloquio e di relazioni in presenza in cui la fisicità non può essere messa da parte, specie per un adolescente. Io nei mesi scorsi sono entrata di frequente nelle aule dove si svolgeva la didattica a distanza e ho visto sguardi persi e persone distratte».

Calo nel rendimento

«È già difficile mantenere sveglia l'attenzione di adolescenti durante la didattica ordinaria - prosegue la dirigente - ma tutto ciò è stato confermato anche dagli esiti finali. Abbiamo registrato un indice molto più basso della media nelle classi di passaggio mentre per gli esami di stato l'impatto è stato meno evidente perchè l'introduzione della formula parziale nei test ha molto aiutato. Tuttavia, credo che se si fossero utilizzate le prova d'esame tradizionali avremmo registrato un calo anche durante gli esami di stato. C'è un abbassamento reale dell'interesse e del livello cognitivo» aggiunge con amarezza la dirigente scolastica. «Così li si condanna ad una solitudine ontologica affettiva perchè gli adolescenti si misurano con gli altri solo nei luoghi istituzionali, dove vi sono regole da rispettare ma così non le impareranno mai».

Green pass a scuola

La dirigente si mostra, tuttavia, cauta sull'introduzione dell'obbligo vaccinale anche per gli studenti: «Sul personale scolastico sono assolutamente d'accordo - conferma - mentre sugli studenti è molto più complicato» ammette. «In questo caso entra in gioco la potestà genitoriale e noi non possiamo imporre qualcosa che i genitori considerano non utile o rischiosa. È evidente che si tratta di un problema che andrebbe affrontato. Infatti, così come esiste il green pass per accedere a tutti i luoghi pubblici non vedo perché debbano essere esclusi i luoghi della formazione. Per i ragazzi, inoltre, occorrerebbe una opera di sensibilizzazione e di convincimento».

Ritardi imperdonabili

«Quello che io denuncio è il ritardo di tutte queste operazioni che nuoce seriamente all'avvio dell'anno scolastico in piena sicurezza. L'anno scorso ci siamo trovati in una situazione analoga mentre quest'anno avremmo potuto agire con certezza di diritto e di fatto. Il rischio è quello di introdurre nuovamente limitazioni alla frequenza e il ricorso alla prima occasione negativa a questa piaga della didattica a distanza che altro non si può considerare. La dad può essere utile solo come didattica d'appoggio; ad esempio, per il recupero ma non la può sostituire la didattica ordinaria».

Giornalista
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