Scuola Crotone, i genitori a Comune e Regione: «Si attivi la didattica flessibile»

In questo modo, saranno le famiglie a scegliere se optare per le lezioni in classe o a distanza. Gli oltre 200 sottoscrittori del documento ricordano analoghe iniziative già avviate dalla Regione Puglia e dal vicino Comune di Isola di Capo Rizzuto

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di Francesca Caiazzo
13 gennaio 2021
10:54

La curva dei contagi da Covid-19 potrebbe presto risalire, la Calabria è già zona arancione e l’acutizzazione dell’emergenza, con l’eventuale arrivo della terza ondata della pandemia, continua a preoccupare diverse famiglie, dopo la riapertura delle scuole. A Crotone – dove tra l’altro oggi due plessi dell’Istituto comprensivo Vittorio Alfieri sono chiusi per sanificazione dei locali, dopo aver riscontrato la positività di un bambino - un gruppo di genitori di bambini e ragazzi frequentanti gli istituti scolastici della città ha scritto alla Regione Calabria e al Comune di Crotone per chiedere l’attivazione della Didattica integrata digitale, la cosiddetta Did, che permetterebbe alle famiglie di scegliere se far seguire ai propri figli le lezioni in presenza o a distanza. A promuovere l’iniziativa, Manuela Asteriti, madre e avvocato, che in poche ore ha raccolto 219 firme.

Garantire rispetto di tutte le sensibilità

«Inconfutabilmente – si legge nella missiva indirizzata al presidente Spirlì e al sindaco Voce - la didattica in presenza, in condizioni di ordinaria normalità, è lo strumento più idoneo all’istruzione ma anche alla formazione, intesa nella sua accezione più ampia, di ragazzi e fanciulli. Non può tuttavia negarsi che la pandemia in essere ed incalzante, esclude a priori la definizione di “ordinaria normalità” e pertanto, esclude di potere ritenere con ragionevole certezza che non si possa verificare il contagio nei luoghi scolastici».


Nella lettera, si sottolinea che la proposta «viene formulata nel rispetto e a garanzia di tutte le sensibilità a vario titolo coinvolte, andando a contemperare le esigenze di quei genitori che ritengono tutelare il diritto allo studio attraverso la didattica in presenza con le esigenze della vastissima fascia di genitori che ritengono preminente la totale salvaguardia della salute. Allo stato non si ravvisa altra strada più idonea al contemperamento degli opposti interessi nonché all’armonizzazione della tutela dei diritti e principi fondanti il nostro Ordinamento».

I riferimenti normativi

La missiva rileva inoltre che il Documento per la pianificazione delle attività scolastiche, educative e formative in tutte le istituzioni del sistema nazionale di istruzione per l'anno scolastico 2020/2021, contenuto nel D.M. n. 39 del 26 giugno 2020, prevede che «la ripresa delle attività deve essere effettuata in un complesso equilibrio tra sicurezza, in termini di contenimento del rischio di contagio, benessere socio emotivo di studenti, qualità dei contesti e dei processi di apprendimento e rispetto dei diritti costituzionali alla salute e all’istruzione. Centrale, pertanto, è il ruolo delle singole scuole nel tradurre le indicazioni nello specifico contesto di azione, al fine di definire soluzioni concrete e realizzabili. Solo con scelte adatte alle esigenze del contesto di riferimento, è possibile rispondere adeguatamente e tempestivamente alla estrema diversificazione delle richieste formative provenienti dalle famiglie, dagli studenti e dalle studentesse e dall’intera comunità territoriale. Vanno previsti anche strumenti innovativi per supportare le scuole per far fronte a carenze non superabili con misure organizzative».

L’esempio della Puglia e del Comune di Isola di Capo Rizzuto

Inoltre, sempre nello stesso documento, per il corretto svolgimento delle attività didattiche nell’anno scolastico in corso «sono valorizzati gli strumenti e le forme di flessibilità derivanti dal Regolamento 8 marzo 1999, n. 275, recante Norme in materia di Autonomia delle istituzioni scolastiche. Nello specifico, ciascuna istituzione può definire modalità di alternanza/turnazione/didattica a distanza proporzionate all'età degli alunni e al contesto educativo complessivo. In particolare, al fine di ridurre la concentrazione di alunni negli ambienti scolastici, possono essere riproposte anche forme di didattica digitale integrata, in quanto nelle linee guida, allegate al decreto del Ministro dell’istruzione 26 giugno 2020, n. 39, è stata prevista la necessità per tutte le scuole di dotarsi di un Piano scolastico per la Ddi, da adottare in modalità complementare alla didattica in presenza da parte di tutte le istituzioni scolastiche di qualsiasi grado, qualora si rendesse necessario sospendere nuovamente le attività didattiche in presenza a causa delle condizioni epidemiologiche contingenti».

I genitori sottoscrittori del documento, ricordano analoghe iniziative già avviate dalla Regione Puglia e dal vicino Comune di Isola di Capo Rizzuto, che hanno conferito di fatto ai genitori l’onere di scelta tra didattica in presenza e didattica a distanza, in sintesi applicazione della Ddi.

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