Si stringe il cerchio attorno ai protagonisti della sparatoria avvenuta nel tardo pomeriggio del 15 maggio scorso in una piazza di Cosenza. Nella mattinata di oggi, 11 giugno, gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Cosenza, coordinati dalla Procura della Repubblica, hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un uomo gravemente indiziato dei reati di tentato omicidio e porto abusivo di arma da fuoco.

Il provvedimento è stato emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Cosenza e rappresenta il secondo sviluppo cautelare nell'ambito dell'inchiesta. Nei giorni scorsi, infatti, un altro soggetto era già stato raggiunto da una misura restrittiva dopo essere stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto per gli stessi reati contestati.

Entrambe le misure cautelari sono collegate alla medesima vicenda criminale che aveva destato forte allarme in città. Secondo quanto emerso dalle indagini, i due uomini si sarebbero affrontati utilizzando armi da fuoco ed esplodendo reciprocamente diversi colpi ad altezza d'uomo in un'area pubblica particolarmente frequentata.

L'attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Cosenza e affidata alla Squadra Mobile, si è sviluppata attraverso un'intensa attività di riscontro sul territorio. Fondamentale si è rivelata l'acquisizione e l'analisi delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza presenti nella zona, oltre a una serie di approfondimenti investigativi che hanno consentito agli inquirenti di ricostruire la dinamica dell'accaduto.

Gli elementi raccolti hanno permesso, nella fase delle indagini preliminari, di individuare i presunti responsabili della sparatoria e di delineare un quadro indiziario ritenuto sufficientemente grave da giustificare l'emissione delle misure cautelari.

Gli investigatori ritengono che i due soggetti abbiano preso parte attivamente allo scontro armato, esplodendo colpi di pistola in pieno centro cittadino con modalità considerate particolarmente pericolose per l'incolumità pubblica.

La Procura precisa che il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e che le contestazioni mosse agli indagati dovranno essere sottoposte alla successiva verifica processuale nel pieno contraddittorio tra accusa e difesa, secondo quanto previsto dall'ordinamento.