Teresa Aiello chiede un fronte comune che unisce amministratori, scuole e forze dell'ordine per fermare la scia di sangue sulla Strada Statale 106. Un'iniziativa istituzionale per unire la rivendicazione infrastrutturale a un piano collettivo di educazione e controllo del territorio.
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L’indignazione da sola non basta più, e nemmeno il dolore, per quanto straziante, che puntualmente travolge le comunità locali dopo l'ultima giovane vittima. Sulla Strada Statale 106, tristemente nota come la "strada della morte", è il momento di cambiare passo. Il primo tassello di questa nuova mobilitazione sarà un incontro cruciale convocato per venerdì 3 luglio alle 18 al Palateatro comunale di Mirto Crosia, in piazza Iannelli. Un appello rivolto a tutti i sindaci dei territori interessati per definire le modalità e l'organizzazione di una protesta che promette di essere diversa dal passato.
«Non è più il tempo delle promesse – sottolinea con fermezza il sindaco di Crosia, Maria Teresa Aiello, nella sua lettera d'invito –. È il tempo della responsabilità istituzionale e dell'unità dei territori». Serve trasformare l'urgenza in un'azione coordinata, spingendo gli amministratori a coinvolgere le proprie comunità affinché questo appuntamento rappresenti un momento storico di unità istituzionale e di forte sensibilizzazione.
Dietro la convocazione non c'è però solo la volontà di alzare la voce contro i ritardi storici del corridoio ionico. C'è l'intenzione di strutturare una proposta complessiva. «In realtà è un incontro per predisporre degli atti chiaramente finalizzati, non squisitamente a una mobilitazione fisica o quello che si vuole – spiega il sindaco Aiello –. Più che altro vogliamo riuscire a trovare un riscontro. Per questo ho invitato, oltre ai sindaci, tutti gli organismi istituzionali come le scuole, le scuole guida, le forze dell'ordine, la prefettura. Tutti quelli che ruotano intorno a una problematica che chiaramente non è più solo infrastrutturale».
Certo, la carenza cronica e strutturale della carreggiata resta il nodo principale, ma l'analisi del primo cittadino si allarga a una riflessione più profonda. Tanto più che le notizie arrivate dal consiglio regionale della Calabria, che ha deliberato proprio in queste ore passaggi importanti sul prosieguo dei cantieri , offrono parziali rassicurazioni.
«Senza quelle risposte, la nostra iniziativa poteva sembrare persino anacronistica – ammette il sindaco – ma il percorso non si interrompe. Anzi, rilanciamo. Mi preme sottolineare che non si tratta soltanto di un discorso di sicurezza legato all'infrastruttura, dove sicuramente andremo a operare con atti deliberativi di consiglio. Vogliamo andare oltre, toccando aspetti differenti come l'educazione stradale».
Il dibattito, del resto, infiamma da giorni le piazze reali e i canali social, diventati ormai il palcoscenico principale delle considerazioni pubbliche. Tra i cittadini il tema dei controlli è caldissimo, in molti si chiedono dove siano i posti di blocco, spesso senza fare i conti con la drammatica carenza di personale che affligge le divise.
«È una riflessione che nasce da quello che sento nel mio comune e sul web – continua Aiello –. Per questa ragione ho invitato sia i comandi dei Carabinieri che la Polizia Stradale. L'argomento interessa direttamente anche loro». La macchina organizzativa è già in moto e la risposta del territorio si preannuncia massiccia. Le prime adesioni istituzionali sono già sul tavolo del sindaco e, sebbene manchino ancora alcune conferme ufficiali dai piani alti della Regione e della Prefettura, l'orientamento generale è di forte condivisione. Anche il Presidente della Provincia ha garantito che invierà un proprio delegato. Al Palateatro l'intenzione è quella di fare sintesi, valutando anche le proposte concrete arrivate dal tessuto associativo, come quella presentata in queste ore dall'associazione Basta Vittime Sulla Strada Statale 106.
La sfida, insomma, si sposta sul piano della pianificazione politica e progettuale. Non basta più chiedere asfalto e nuove corsie. Serve un'azione propedeutica che metta in rete chiunque abbia il potere di incidere. «Scuole, sicurezza, prefettura, regione: tutti indistintamente – conclude Aiello – devono collaborare su quella che deve diventare, realmente ed efficacemente, una priorità unitaria per il nostro territorio».


