Provato, ma contento di quanto il giudice per le indagini preliminari ha stabilito. Otto giorni di arresti domiciliari, otto giorni di braccialetto sono stati più che sufficienti. In mezzo attacchi strumentali in Parlamento da parte di Fratelli d’Italia, con accostamenti alla ‘ndrangheta e alla protesta dei trasportatori e una solidarietà bi-partisan in Calabria. Immediata e sentita da parte del centrosinistra, garantista quella di Forza Italia, tardiva quella del Movimento 5 Stelle dopo le note divergenze interne. Per Flavio Stasi una settimana molto intensa, pertanto, con l’esito sperato: la revoca del gip di Catanzaro della misura cautelare inizialmente disposta nell’ambito dell’operazione Ginestra.
«Sono contento perché gli avvocati mi hanno portato tanta solidarietà dell'intera comunità»: queste le prime parole di Stasi ai giornalisti, in un video pubblicato dalla testata “Il mio giornale”.

Il sindaco di Corigliano Rossano ha lasciato così i domiciliari, decisiva la sua memoria difensiva con cui il giudice per le indagini preliminari ha valutato diversamente il quadro indiziario e le esigenze cautelari a suo carico. «Ovviamente adesso è il momento solo di festeggiare, io ribadisco quello che ho scritto anche nella mia memoria, sono felice del fatto che ci sia stata questa inchiesta. La questione del sindaco di Corigliano Rossano poi sarà affrontata con calma rispetto a quello che è successo».

Alla domanda se abbia ancora fiducia nella giustizia, Stasi ha risposto: «Sì, altrimenti non ero qui, anche se ovviamente moralmente non è sempre facile».