Gli assessori Gianturco e Spinelli hanno incontrato la dirigente del Nicotera Costabile. «Complessa difficoltà di comunicazione tra le generazioni. Pronto un percorso di confronto e sostegno per alunni, famiglie e docenti»
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Si sono recati di buon’ora all’istituto comprensivo “Nicotera Costabile” del quartiere Sambiase, gli assessori comunali Mimmo Gianturco, con delega al Welfare e Annalisa Spinelli, con delega alle Politiche giovanili. Gianturco e Spinelli hanno avuto un confronto con la dirigente della scuola, Maria Angela Bilotti in merito al presunto piano di un alunno di 14 anni di accoltellare la propria insegnante di italiano.
Il Comune, spiega Gianturco, ha deciso di intraprendere un percorso di «confronto e sostegno agli alunni, alle famiglie e agli educatori» per affrontare eventuali disagi e inquadrare l’input che avrebbe portato il ragazzino a pensare a un gesto così estremo.
L’assessore sottolinea anche la tempestività dell’intervento dei carabinieri che hanno risposto immediatamente alla “soffiata” di chi era venuto a conoscenza del proposito del 14enne raggiungendo l’istituto dove hanno rinvenuto nel bagno un coltello.
«Il sistema ha funzionato per tempo e di questo dobbiamo ringraziare le forze dell’ordine», ha detto Gianturco.
Il Comune, aggiunge, è pronto ad «attivare la macchina dei servizi sociali» per dare sostegno ad alunni e famiglie.
«Desidero rivolgere un ringraziamento all’Arma dei Carabinieri per il tempestivo intervento che ha evitato una potenziale tragedia, tutelando l’incolumità della nostra docente e la sicurezza dell’intera comunità scolastica», afferma in una nota l’assessore Spinelli.
«Accanto al sollievo per il pericolo sventato, avverto tuttavia il dovere, come madre e come rappresentante delle istituzioni, di esprimere una profonda inquietudine per un episodio che deve interrogare le nostre coscienze. Ci troviamo di fronte a una complessa difficoltà di comunicazione tra le generazioni e a una manifestazione di violenza giovanile che spesso cova nell’ombra, sfuggendo ai tradizionali canali di intercettazione del disagio.
È un momento in cui tutti noi — scuola, famiglie e istituzioni — dobbiamo chiederci con coraggio e senza alibi in quale punto della catena educativa stiamo sbagliando. Diventa fondamentale e urgente rifondare un solido patto di corresponsabilità tra scuola e famiglia: solo riallacciando il filo del dialogo ed evitando la solitudine educativa potremo intercettare per tempo i segnali di sofferenza, tutelare i minori, proteggere il ruolo degli insegnanti e costruire ambienti sereni nei quali far crescere un futuro migliore per i nostri ragazzi».


