La 23enne resta ricoverata in coma farmacologico a Catanzaro. La famiglia denuncia oltre 50 minuti d’attesa per l’ambulanza mentre i residenti denunciano interventi sulla sicurezza stradale
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«Torna da noi, ok? Anche se ci vorrà tanto tempo». È un appello che arriva dritto al cuore quello affidato ai social da Teresa Carmen Corso, zia della giovane Andrea, la 23enne investita mentre attraversava le strisce pedonali a Vibo Valentia e ricoverata in gravissime condizioni a Catanzaro, dove si trova in coma farmacologico dopo un delicato intervento chirurgico.
Parole cariche di amore, speranza e dolore, diventate in poche ore il simbolo della vicinanza di un'intera comunità che continua a stringersi attorno alla ragazza e alla sua famiglia.
«Noi siamo qui. La tua mamma, il tuo papà, la tua amata Mimì, la tua dolce Meta, Lucia, Andrea, Sofi, gli zii, i nonni e tutti quelli che ti vogliono bene. Facciamo i turni per non lasciarti mai sola. Il mondo fuori ti aspetta. Un'intera regione prega per te, vengono celebrate messe ovunque solo per te», scrive la zia, ricordando le risate, i sogni, i pranzi e le cene di famiglia, i mega gelati, le vacanze e quella quotidianità fatta di piccoli momenti che Andrea stava costruendo con semplicità.
Un messaggio che non nasconde nemmeno la rabbia per quanto accaduto. «Ma ora non ho tempo per gli assassini. Penso solo a te, vita mia. Ti aspetta la vita e noi la vivremo insieme, promesso. Guarisci, anche piano piano, quando ti sentirai pronta. Le favole hanno quasi sempre un lieto fine e tu devi tornare a viverla».
Mentre Andrea continua la sua difficile battaglia, familiari e amici restano costantemente al suo fianco. In ospedale, nelle ultime ore, si sono alternati parenti, conoscenti e tanti cittadini che hanno voluto manifestare la propria vicinanza. Attorno alla giovane si è stretta un'intera comunità, che continua a sperare e a pregare affinché possa superare questo momento così delicato.
Accanto al dolore cresce però anche la richiesta di fare piena luce su quanto avvenuto dopo l'investimento. I familiari puntano l'attenzione sui tempi dei soccorsi, sostenendo che tra l'incidente e l'arrivo dell'ambulanza siano trascorsi oltre 50 minuti. Una circostanza che, se confermata dagli accertamenti, rappresenterebbe un elemento di estrema gravità.
Secondo il racconto di chi era presente, una prima ambulanza si sarebbe fermata sul luogo dell'incidente senza però poter prestare l'assistenza necessaria. Nel frattempo sono stati i cittadini intervenuti per primi a tentare di soccorrere la ragazza, praticando le prime manovre salvavita e cercando materiale sanitario, mentre Andrea rimaneva sull'asfalto in attesa dei soccorsi.
Solo successivamente è arrivato un secondo mezzo e contestualmente anche l’elisoccorso che ha consentito il trasferimento a Catanzaro.
L’incidente riaccende i riflettori su quel tratto di strada. Proprio nello stesso punto, ricordano alcuni residenti, circa un anno fa perse la vita un altro giovane in un incidente analogo. Da allora, sostengono, non sarebbero stati realizzati interventi strutturali come dissuasori o riduttori di velocità per limitare i rischi lungo un'arteria particolarmente trafficata.
Saranno le indagini a chiarire ogni aspetto della vicenda, sia sulle responsabilità dell'investimento sia sulla gestione dell'emergenza. Intanto il Vibonese resta con il fiato sospeso, aggrappato alle parole della zia, diventate la speranza di un'intera comunità: «Ti aspetta la vita, amore mio. Torna da noi».



