La polizia sequestra quattro fucili da caccia con matricole obliterate, una carabina calibro 7 mm con matricola abrasa, una carabina ad aria compressa calibro 4,5 mm, un fucile d’assalto calibro 223 mm, una pistola calibro 9x19, vario munizionamento e parti di arma, nonché un panetto di sostanza stupefacente del tipo cocaina dal peso complessivo lordo pari a 1,150 chilogrammi
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Nella giornata del 2 marzo scorso, la Polizia di Stato ha eseguito un’Ordinanza di Custodia Cautelare emessa in data 24.02.2026 dal G.I.P. presso il Tribunale di Catanzaro, a carico di un quarantottenne nativo di Siderno ma residente a Gioiosa Jonica nel reggino, in quanto lo stesso era ritenuto gravemente indiziato del reato di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanza stupefacente.
In questo contesto, in esecuzione di una perquisizione locale e personale, gli operatori della Squadra Mobile di Reggio Calabria sono riusciti a rinvenire presso la proprietà di campagna dell’indagato, sita in contrada Feudo in Gioiosa Ionica, un arsenale clandestino nascosto sotto terra, oltre a circa un kg di cocaina, che non sono sfuggiti all’attenzione degli investigatori.
Le attività di scavo eseguite, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Locri, hanno portato complessivamente al sequestro di ben quattro fucili da caccia con matricole obliterate, una carabina calibro 7 mm con matricola abrasa, una carabina ad aria compressa calibro 4,5 mm, un fucile d’assalto calibro 223 mm, una pistola calibro 9x19, vario munizionamento e parti di arma, nonché un panetto di sostanza stupefacente del tipo cocaina dal peso complessivo lordo pari a 1,150 chilogrammi.
Sulla base delle risultanze dell’attività di perquisizione, dunque, l’uomo veniva tratto in arresto nella flagranza dei reati di detenzione di armi e munizionamento nonché per la detenzione di un chilogrammo di sostanza stupefacente del tipo cocaina.
L’arrestato veniva infine tradotto presso la Casa Circondariale di Locri a disposizione della competente Autorità giudiziaria.
Si precisa che il procedimento è ancora in fase di indagini preliminari e, pertanto, l’indagato deve essere considerato non colpevole fino a sentenza definitiva di condanna.

