L’immobile, appartenuto al boss Giovanni Iaria, era stato sequestrato in seguito all’operazione Minotauro: diventerà un centro per i diversamente abili. Questa mattina a Cuorgnè la cerimonia con i familiari, le istituzioni e Libera
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È stata intitolata questa mattina a Renata Fonte, vittima innocente della mafia, la villa confiscata alla 'ndrangheta a Cuorgnè, nel Torinese. Alla cerimonia, con la sindaca Giovanna Cresto e la figlia di Renata Fonte, Sabrina Matrangola, erano presenti don Luigi Ciotti per Libera, il vicepresidente della Regione Piemonte Maurizio Marrone, il prefetto di Torino Donato Cafagna, il questore e i vertici di carabinieri e guardia di finanza.
La villa, un tempo appartenuta al boss Giovanni Iaria, confiscata dopo l'operazione Minotauro, è al momento oggetto di importanti lavori di ristrutturazione e messa a norma. Diventerà un centro dedicato ai diversamente abili e, in particolare, a quelle persone che necessitano di inclusione sociale, prive del sostegno familiare.
Don Ciotti, nel suo intervento, ha sottolineato l'importanza dei gesti concreti contro la criminalità organizzata: «In un bel territorio, questo del Canavese, che per tanti anni è stato occupato dalla presenza della 'ndrangheta». Il fondatore di Libera ha poi invitato a non abbassare la guardia: «Oggi le mafie lavorano ad altri livelli ma sono sempre comunque presenti».

