L’omaggio

Violenza sulle donne, l’Avis Catanzaro in campo nel ricordo di Loredana Scalone. La sorella: «Credeva nell’amore»

VIDEO | L'associazione dei donatori di sangue promuove una serie di iniziative tra Soverato e Girifalco nel ricordo della donna uccisa un anno fa a coltellate dal compagno
 

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di Rossella  Galati
26 novembre 2021
17:32

«Loredana era l'eterna romantica, dopo la fine del suo matrimonio cercava proprio questo: un amore vero, quell'amore puro, l'amore del rispetto, l'amore della pazienza, dell'accoglienza e pensava forse di averlo trovato. Era romantica, lei ci credeva». Ci credeva Loredana Scalone, dice la sorella Giulia, credeva di essere amata da chi invece ha messo fine alla sua vita a coltellate esattamente un anno fa sulla scogliera di Pietragrande, nel catanzarese. A lei e a tutte le vittime di violenza è stata dedicata la manifestazione organizzata dall'Avis provinciale di Catanzaro, guidata dal presidente Franco Parrottino, in collaborazione con i Comuni di Soverato e Girifalco per diffondere la cultura del rispetto della Donna attraverso fiaccole, musica, nastri e scarpe rossi bagnati dalla pioggia, un flash mob sul corso della città ionica “men in red”.

Violenza sulle donne, il messagio dell'Avis

«Non è mai abbastanza sottolineare il fatto che non si deve usare violenza contro nessuno in particolare contro le donne che sono le nostre mamme, le nostre sorelle, le nostre figlie. Come Avis noi abbiamo una grande struttura – spiega Parrottino - e la utilizziamo come rete per diffondere questo messaggio: no alla violenza di genere, no alla violenza». Un messaggio che l'associazione dei donatori di sangue ha voluto rendere indelebile attraverso la realizzazione di più di 20 murales in tutto il territorio provinciale, con il coordinamento del gruppo donne guidato da maria Concetta Torquato. #nonchiamarloamore, questo l'hashtag abbinato all'iniziativa nell'ambito del 50mo anniversario della fondazione di Avis Provinciale. “Denunciate”, il monito ribadito dal presidente dell'Avis di Soverato ed ex carabiniere Salvatore Cavallaro: «Se un uomo alza le mani una volta, continuerà a farlo, e quello è l'inizio delle violenze. Le caserme sono aperte, le donne devono denunciare perchè solo in questo caso si può dare una mano. Speriamo di farcela».


Giornalista
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