L'eco di quanto accaduto sull'altra sponda dello Stretto genera preoccupazione anche sulla riva calabrese, dove del grande maestro del Quattrocento sono custodite due opere. Ecco il commento dell'ex docente universitario di Storia dell'Arte e dell'Architettura
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Il duro colpo inferto al patrimonio identitario e alla comunità di Messina , nel giorno dell' Assunzione e della secolare tradizione della processione della Vara , e al patrimonio artistico e culturale del Paese, dal clamoroso furto di quattro opere del grande maestro Antonello da Messina nel Museo Regionale Interdisciplinare della città peloritana , impone una riflessione sulla sicurezza delle altre opere di Antonello e in generale del patrimonio artistico e culturale.
La sottrazione dalle sale espositive, eludendo sorprendentemente tutti i sistema di sorveglianza, ha riguardato il Polittico di San Gregorio (risalente al 1473 e tra le opere più importanti del grande maestro del Quattrocento), di cui sono state rubate tre delle cinque opere conservate , e la preziosa tavoletta bifronte raffigurante la Madonna e il Cristo in Pietà, quest'ultima in teca blindata.
Antonello da Messina, maestro rinascimentale
L'opera di Antonello da Messina (Messina, fra 1425 e 1435 – febbraio 1479) condensa magistralmente il dettaglio della pittura fiamminga e monumentalità e la spazialità razionale della scuola italiana. Il valore delle opere rubate è talmente inestimabile che se potessero, ma non potrebbero per la loro immediata riconoscibilità, essere commercializzate sul mercato legale, sarebbero quotate nell’ordine di decine di milioni di euro.
il furto avvenuto a Messina la sera di Ferragosto ha dell'incredibile. La stessa denuncia non è stata frutto del sistema di allarme ma della segnalazione di due passanti che hanno notato due opere di Antonello lasciate (forse nella concitazione della fuga) su un muretto dai ladri.
Il valore inestimabile della sua opera
Secondo la narrazione ufficiale tutti gli impianti di videosorveglianza e la vigilanza erano e attivi e perfettamente funzionanti ma è evidente che delle zone d'ombra siano state concesse oppure intercettate e queste dovranno essere dissipate dagli inquirenti. Tra le ipotesi quella di un furto pianificato con possibili complicità interne e lacune nella vigilanza. La Procura di Messina, guidata da Antonio D’Amato, ha aperto un fascicolo per furto pluriaggravato di opere d’arte, al momento a carico di ignoti.
Le opere del Maestro a Reggio
La riflessione sulla sicurezza del patrimonio antonelliano, e non solo, coinvolge anche l’altra città abitante dello Stretto, ovvero Reggio Calabria, nella cui Pinacoteca civica sono custodite le due prestigiose tavolette "San Girolamo pentente nel deserto" e "Visita dei tre Angeli ad Abramo".
Commenti e sollecitazioni
«Il furto dei capolavori di Antonello da Messina è una gravissima perdita, il patrimonio artistico mondiale ne risulta fortemente impoverito. Le opere di Antonello da Messina costituiscono le fondamenta del Ponte culturale dell'Area dello Stretto. Le sponde dello Stretto conservano ricchezze inestimabili del Maestro siciliano. Da Reggio più volte, con La Strada, abbiamo sollecitato l'amministrazione reggina, a una valorizzazione delle opere di Antonello conservate presso la Pinacoteca civica», sottolinea in un post il collettivo La Strada.
Manifesta preoccupazione, invocando una «verifica degli impianti di allarme della Pinacoteca Civica di Reggio Calabria, cosi come dell'impianto di climatizzazione malfunzionante», Marisa Cagliostro, già docente universitaria di Storia dell'arte e dell’architettura e componente del Comitato tecnico-scientifico che allestì la Pinacoteca civica di Reggio.
«Quanto accaduto a Messina potrebbe essere una ulteriore prova di quanto, in questo periodo e non solo al sud e in Italia, si sia trascurato di adeguare sia numericamente che qualitativamente il personale dei musei. Molti governi nazionali e alcune nostre regioni hanno ridotto o quasi azzerato le poste in bilancio per queste spese e la manutenzione degli impianti di sorveglianza e di climatizzazione costa e si sa che i biglietti non coprono gli importi. Tutto questo indebolisce la protezione dai furti ma anche la corretta conservazione delle opere», commenta Marisa Cagliostro, anche presidente dell'associazione Ulysses e curatrice del restauro dell'antico altare seicentesco della chiesa della Graziella di Reggio Calabria,
I progetti del Pnrr e l’esposizione a Matera
Auspicando «musei "accessibili" ma non ai ladri», Marisa Cagliosto ricorda che «le stesse Tavolette, di recente restaurate, sono anche oggetto di un finanziamento Pnrr assegnato al Comune di Reggio Calabria, guidato dal sindaco Francesco Cannizzaro, anche delegato alla Cultura, non essendoci assessore in Giunta. I progetti, che prevedno una migliore disposizione e lettura di tutte òe opere dell'intera Pinacoteca con nuove tecnologie, contemplano anche una più sicura e adeguata collocazione in una vetrina climatizzata delle due tavolette di Antonello. Progetto di cui si attende con ansia il completamento nei termini previsti.
I due celebri dipinti – prosegue Marisa Cagliostro – sono tra le opere d'arte più antiche e preziose della collezione della Pinacoteca civica e si collocano nella produzione giovanile del pittore messinese. Proprio per la loro valenza internazionale, nel 2019 sono state tra le protagoniste della mostra Rinascimento visto da Sud. Matera, l'Italia Meridionale e il Mediterraneo tra '400 e '500 allestita a Matera presso il Museo Nazionale d'Arte Medievale e Moderna della Basilicata di Palazzo Lanfranchi a cura di Matteo Ceriana, Dora Catalano, Pierluigi Leone De Castris e Marta Ragozzino.
Al termine della mostra, i due dipinti sono stati trasferiti presso l'Istituto Centrale per il Restauro di Roma poiché selezionati, su iniziativa della Soprintendenza Abap Reggio Calabria e Vibo Valentia, da Intesa Sanpaolo per il progetto Restituzioni, programma biennale di restauri di opere d’arte appartenenti al patrimonio del Paese in collaborazione con il Ministero della Cultura giunto alla sua XIX edizione», conclude Marisa Cagliostro, già docente universitaria di Storia dell'arte e dell’architettura e componente del Comitato tecnico-scientifico che allestì la Pinacoteca civica di Reggio.
Il recente restauro
Per avvalorare ulteriormente il prestigio di queste opere, ecco alcuni passaggi della nota della Soprintendenza subito dopo il restauro delle tavolette di Reggio.
«Il restauro, curato dalle dottoresse Gloria Tranquilli e Francesca Fumelli, si colloca nella storia delle attività dell’Icr poiché le tavolette, a parte un intervento degli anni Trenta dovuto ad Attilio Motta di Verona, furono sempre restaurate in Istituto: il San Girolamo penitente nel 1947 e nel 1979, la Visita dei tre angeli ad Abramo nel 1953 e nel 1972. L’intervento è stato occasione di studio ed approfondimento sulla tecnica esecutiva e sui materiali utilizzati da Antonello analizzati.
Le tavolette, dipinte con tecnica mista su un supporto in legno di noce, a seguito dell’intervento di pulitura hanno riacquistato piena leggibilità e fatto emergere numerosi dettagli che vi invitiamo a scoprire osservandole dal vivo: i paesaggi hanno ritrovato la loro profondità ed i cieli una luminosità ormai dimenticata, il magistrale modo di trattare le pieghe dei panneggi, una vegetazione da erbario, gli animali spesso nascosti ed ancora tanto altro. La riconsegna ed il ricollocamento nella teca della Pinacoteca è stato eseguito dalla ditta Arteria. Si avvia adesso un periodo di monitoraggio delfle condizioni microclimatiche di conservazione per preservare sempre al meglio questi capolavori di cui siamo tutti custodi». Una custodia che richiama tutti alla responsabilità e all'effettiva preservazione delle opere.
L'Ecce Homo
L'interesse per questo indiscusso maestro della pittura rinascimentale è oggi confermato, laddove fosse necessario, anche dal recente acquisto da parte del Ministero della Cultura italiana, da una collezione privata a New York E dietro un corrispettivo di 14,9 milioni di dollari, del piccolo e prezioso dipinto Ecce homo . Destinato al Museo Nazionale d'Abruzzo dell'Aquila , il ministro della Cultura Alessandro Giuli, ha annunciato che il piccolo straordinario dipinto sarà esposto anche a Messina ea Reggio Calabria. Sempre che si sia convinto che le condizioni di sicurezza siano all'altezza di tale esposizione.





