“Non fa più rumore” è il nuovo singolo di Fortunato Cugliari, disponibile su tutte le piattaforme digitali. A 20 anni, il cantautore originario di Paravati, in provincia di Vibo Valentia, firma un brano intimo sulla fine di una storia importante, unendo un testo personale a sonorità pop e cantautorali contemporanee.

Il pezzo, scritto da Cugliari con la produzione e il lavoro sulla musica curati insieme a Rosario Canale (RC Voce Produzione), segna una tappa decisiva nel suo percorso, dopo l’esperienza a X Factor Albania e il forte riscontro ottenuto sui social, in particolare su TikTok e Instagram. Lo abbiamo intervistato. 

“Non fa più rumore” nasce dalla fine di una storia importante: quanto c’è di autobiografico nel testo e quanto invece è frutto di una costruzione narrativa pensata per funzionare come canzone?
C’è quasi tutto di vero. Quella storia è finita davvero e quel silenzio pesante l’ho sentito sulla pelle. Quando stai male o ti porti dentro un momento difficile, la prima cosa che fai è metterti con le mani sulle note o su un foglio per liberarti. Non ho pensato a “costruire” una canzone a tavolino per farla funzionare: ho solo cercato di raccontare quello che provavo io in un modo in cui potesse ritrovarsi anche chi sta passando la stessa cosa.

Hai una formazione accademica (canto pop e lirico al conservatorio) e al tempo stesso ti muovi nel pop contemporaneo: come hai trovato un equilibrio tra tecnica vocale “classica” e un linguaggio più diretto e moderno?
Il Conservatorio mi serve per capire come funziona la voce, per allenarla e non distruggerla quando canto tanto. Però quando scrivo un pezzo pop, la tecnica la metto un attimo da parte. Nel pop non serve fare le acrobazie vocali o risultare perfetti: serve la verità. Lo studio mi dà la base, ma poi quando canto ci metto la pancia e l’imperfezione, altrimenti non arrivi al cuore di chi ascolta.

Dopo l’esperienza a X Factor Albania e il riscontro sui social, che tipo di artista senti di essere diventato rispetto a quando hai iniziato? Cosa ti ha cambiato di più in questo percorso?
L’esperienza in TV mi ha svegliato parecchio, mi ha insegnato a stare sul palco e a reggere la tensione. I social invece mi hanno avvicinato tantissimo a chi mi ascolta: vedere le persone che si rivedono in quello che scrivo mi ha dato tanta sicurezza. Rispetto a quando ho iniziato sono meno insicuro e ho meno paura di far vedere i miei lati deboli. Ho capito che essere fragili nei testi non è una debolezza, è la cosa più vera che hai.

Nel brano lavori di nuovo con Rosario Canale e l’Accademia RC Voce Produzione: qual è stato il contributo più importante del producer nella definizione del sound di “Non fa più rumore”?
Con Rosario c’è un’intesa fantastica, capisce subito dove voglio andare a parare. Il suo tocco su questo pezzo si sente soprattutto nella dinamica: siamo partiti da qualcosa di molto intimo e piano, per poi far esplodere il ritornello. È riuscito a dare un vestito moderno e potente al brano lasciando la mia voce e il testo al centro di tutto.

Sei molto legato alle tue radici calabresi (Paravati, Vibo Valentia): in che modo il tuo territorio entra nella tua musica, nei testi o nell’immaginario che vuoi comunicare al pubblico nazionale?
La Calabria per me è tutto, è casa. Non metto necessariamente il dialetto nei testi, ma il legame si sente nell’attitudine: noi calabresi abbiamo una fame diversa, una passione viscerale e anche quella malinconia tipica di chi vive lì. Questa intensità me la porto dentro ogni volta che canto o scrivo. È la mia forza principale.