La proposta dell’associazione dei portatori della Vara è stata accolta dalla presidenza del Consiglio Regionale. Nella sala Giuditta Levato, questa mattina la presentazione che segue la recente inaugurazione di una mostra collettiva sempre a tema mariano. L’arcivescovo Morrone plaude e propone a sua volta di «accogliere qui, nella casa dei calabresi, tutte le raffigurazioni di Maria venerate nelle dodici diocesi»
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Una sezione dedicata alla Madonna della Consolazione nel ricco catalogo del polo culturale Mattia Preti, allestito presso la sede del Consiglio regionale della Calabria a palazzo Campanella a Reggio Calabria. La sala Giuditta Levato ha ospitato questa mattina la presentazione di questa iniziativa proposta da Gaetano Surace, presidente dell’associazione dei Portatori della Vara della Madonna della Consolazione, accolta dal presidente del Consiglio Regionale della Calabria, Salvatore Cirillo, e suggellata alla presenza dell’arcivescovo di Reggio Calabria-Bova, monsignor Fortunato Morrone.
«Palazzo Campanella si apre sempre più alla città. Durante questi festeggiamenti mariani, quella odierna è un'altra giornata importante. Risale a qualche mese fa l’input dei portatori della Vara di istituire qui una sezione mariana che si è sposata perfettamente con questa idea di portare la città, anche con i suoi sentimenti religiosi e le sue tradizioni, in questo palazzo sempre più aperto», ha sottolineato il presidente del Consiglio Regionale della Calabria, Salvatore Cirillo, che al termine della conferenza ha ricevuto dal presidente Surace il foulard amaranto dei portatori della Vara.
«Riteniamo questa iniziativa necessaria per preservare questa devozione mariana e questa tradizione ormai plurisecolare di Reggio e non solo. Ogni luogo della Calabria ha un suo valore identitario specifico, legato a Maria. Dunque occorre tramandare questo patrimonio di valori. Stiamo recuperando alcune copie di libri, che unire a quelle che abbiamo già portato, e altre ne arriveranno. Il progetto è dinamico e aperto al contributo di tutti. Presto consegneremo anche una copia anastatica della preziosa opera di padre Enrico Nava, che per primo ha narrato la storia della Madonna della Consolazione. L’originale è custodita dai Frati Frati minori Cappuccini della Calabria. A questa condivisione il ministro Provinciale ha già dato l’assenso», ha annunciato Gaetano Surace, presidente dell’associazione dei Portatori della Vara della Madonna della Consolazione.
La presentazione odierna fa il paio con la mostra collettiva “Consolazione, culti, devozione, memoria e comunità”, dedicata alla devozione mariana, inaugurata venerdì scorso nella sala Federica Monteleone, sempre a palazzo Campanella.
«Queste iniziative uniscono nella devozione mariana, che pervade tutta la Calabria, alla città. Colgo in tutto questo – ha evidenziato l’arcivescovo di Reggio Calabria – Bova, monsignor Fortunato Morrone – una corrispondenza tra la Fede nel Dio, che si fa carne e che si rende visibile nel volto di Gesù, e la visibilità del sentimento religioso e identitario, come la devozione alla Madonna della Consolazione per il popolo reggino, attraverso la capacità umana di esprimersi attraverso l’arte pittorica. Lo sguardo umano è sempre personale e mai uno sguardo non uniformabile ma può, come in questo caso, prestarsi ad accogliere un profondo sentimento collettivo. L'arte in generale è l'indice di un divino che ci abita. E allora se pensiamo a tutte le arti, c’è sempre qualcosa che va oltre perché siamo divinamente abitati dall'umano di Gesù», ha sottolineato l’arcivescovo Fortunato Morrone che ha poi rilanciato: «Ci sono dodici diocesi in Calabria e la devozione mariana è assai diffusa. Ma Maria è sempre Lei, dunque perché non accogliere qui nella casa dei calabresi, tutte le raffigurazioni di Maria sul territorio regionale?».
Durante la conferenza intervenuto anche frate Ugo Brogno, in rappresentanza dell’ordine dei Frati Minori Cappuccini della Calabria che ha rimarcato le origini reggine dell’ordine riferendo di questa come della «provincia dove sono stati mossi i primi passi proprio partendo dalla Madonna della Consolazione». E anche i saluti del vicario per la Cultura e la Formazione dell’arcidiocesi, monsignor Pietro Sergi che ha sottolineato l'importanza di queste iniziative «occasioni di ricerca di un'unità che non è frutto degli nostri sforzi, ma avviene nell’incontro con la tenerezza di Maria che tutti aspettano, al di là di ogni distinguo, divenendo un’unica famiglia».
Dopo la conferenza nella sala Giuditta Levato, la tappa all’interno del polo Mattia Preti dove ad accogliere il presidente Cirillo e i portatori della Vara è stata la responsabile Serena Sgrò. Illustrati alcuni volumi già presenti e che testimoniano il profondo legame tra i manoscritti sulla nostra storia e la cultura ecclesiastica. «Tra i manoscritti più pregiati – ha spiegato Serena Sgrò - annoveriamo “Cronache et antichita di Calabria” del fine teologo di Polistena, Girolamo Marafioti. Disponibile anche la copia anastatica della Storiografia della Calabria del padre cappuccino, Giovanni Fiore da Cropani. Vi sono anche molti testi dedicati alla devozione mariana in Calabria, ai santuari mariani come quello di Polsi e al culto della Madonna della Consolazione».





