La Menzione Speciale per la Narrativa Nazionale riconosce il valore del volume, ma anche il lungo percorso professionale di uno dei protagonisti del giornalismo calabrese
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C’è una Calabria raccontata attraverso le notizie e una Calabria raccontata attraverso la memoria. Nel caso di Gregorio Corigliano, le due dimensioni finiscono per incontrarsi.
Storico giornalista e volto della Rai Calabria, Corigliano è stato premiato a San Pietro Apostolo, nell’ambito della settima edizione del Premio Letterario Kerasion, con la Menzione Speciale per la Narrativa Nazionale per il suo libro Ecco l’anima del luogo, pubblicato da Gruppo Albatros Il Filo.
Un riconoscimento che assume un significato particolare perché arriva al termine di una lunga esperienza nel giornalismo e premia un’opera nella quale il cronista lascia spazio all’uomo, ai ricordi, alle radici.
Corigliano ha attraversato decenni di storia calabrese raccontando cronaca, politica, società e grandi avvenimenti. Una carriera iniziata in Rai nel 1982 e sviluppatasi fino ai vertici della redazione regionale, con il ruolo di caporedattore e una lunga esperienza anche come inviato e conduttore.
Ora, con Ecco l’anima del luogo, sceglie di raccontare un’altra Calabria: quella dei luoghi dell’infanzia, della famiglia, del lavoro, dell’emigrazione, delle persone e dei ricordi.
È una Calabria personale, ma proprio per questo capace di diventare collettiva. Le pagine del libro riportano alla luce un mondo fatto di case, campagne, mare, affetti e sacrifici. Un mondo che nel tempo è profondamente cambiato e che rischia, insieme allo spopolamento dei piccoli centri, di perdere anche una parte della propria memoria.
Il luogo diventa così qualcosa di più di uno spazio geografico. Diventa identità. È il luogo nel quale si nasce, quello dal quale si parte e quello al quale, almeno con la memoria, si continua a tornare.
Il Premio Kerasion 2026 riconosce dunque non soltanto il valore letterario di Ecco l’anima del luogo, ma anche la forza di una testimonianza che attraversa la storia recente della Calabria.
Per Gregorio Corigliano è un nuovo riconoscimento a una carriera lunga e prestigiosa. Ma è anche, soprattutto, un riconoscimento alla memoria.
Quella memoria che permette ai luoghi di continuare a vivere anche quando le persone sono lontane, le case si svuotano e le comunità cambiano.
Perché raccontare un luogo, in fondo, significa raccontare le persone che lo hanno abitato. E Corigliano, dopo aver raccontato per una vita la Calabria attraverso il giornalismo, oggi continua a farlo attraverso la memoria.

