VIDEO | Un festival che ribalta i luoghi comuni e dimostra che la cultura può essere coinvolgente, partecipata e innovativa. Fino a novembre un cartellone di eventi tra arte, laboratori, sostenibilità e formazione
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Per troppo tempo la cultura è stata raccontata come qualcosa di serio, distante, quasi un dovere. Da una parte lo studio, dall'altra il divertimento. "Alberincanti" prova a rompere proprio questo schema, partendo da un'idea semplice ma rivoluzionaria: la cultura può essere cool. È questo il cuore di MadreTerra–InterCOOLtuRa. Alberincanti, il nuovo progetto culturale che farà di Catanzaro il punto di partenza di un percorso dedicato agli alberi, ai boschi e al rapporto tra uomo e natura, trasformando il patrimonio ambientale della Calabria in uno strumento di partecipazione, formazione e innovazione.
I dettagli della prima edizione del festival – promosso dal Polo Innovazione Cultura e Turismo Cassiodoro, insieme a Kalabria 2001, Edizioni Beroè e al Conservatorio Etnobotanico Mediterraneo, con il patrocinio del Comune di Catanzaro e il sostegno dell'Avviso "Attività Culturali – Annualità 2025" – sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa che si è svolta a Palazzo De Nobili.
Non un semplice cartellone di eventi. Ma un progetto che prova a cambiare il modo di vivere la cultura, rendendola accessibile, coinvolgente e capace di parlare soprattutto alle nuove generazioni. A sintetizzare questa filosofia è stata la direttrice artistica Angelica Artemisia Pedatella, ideatrice del progetto, che ha scelto di racchiuderla in un gioco di parole destinato a diventarne il manifesto: InterCOOLtuRa. Una cultura che non perde profondità, ma cambia linguaggio. Una cultura che emoziona, diverte, crea relazioni e diventa esperienza. «Troppo spesso cultura e intrattenimento vengono considerati mondi separati», è il messaggio alla base dell'iniziativa. "Alberincanti" dimostra invece che si può imparare divertendosi, incontrarsi attraverso i laboratori, riflettere partecipando, costruire comunità partendo da un albero. Un approccio che mette al centro soprattutto i più giovani. I laboratori sono già partiti nelle scuole e nel Centro Minorile di Catanzaro, coinvolgendo studenti e ragazzi in attività dedicate alla creatività, alla manualità, al riciclo e alla sostenibilità. Percorsi nei quali la formazione passa attraverso l'esperienza diretta e la partecipazione.
Il presidente del Polo Cassiodoro, Fortunato Cuzzupoli, ha ricordato come il Polo sia nato per promuovere una nuova idea di valorizzazione culturale della Calabria, capace di raccontare non soltanto i grandi monumenti ma anche il patrimonio diffuso, i piccoli musei, il paesaggio e la natura.
Ed è proprio la natura il filo conduttore del festival. Alberi e boschi diventano maestri di vita, simboli di un territorio che trova nelle sue foreste, negli uliveti e nei paesaggi il racconto più autentico della propria identità. Dalla Sila all'Aspromonte, fino agli ulivi che per generazioni hanno rappresentato lavoro, economia e memoria familiare, il festival invita a guardare il territorio con occhi nuovi.
Il programma propone oltre quaranta appuntamenti tra Catanzaro, Sersale e Tiriolo, con laboratori dedicati al design naturale, all'artigianato del legno, alle seedballs, al riciclo creativo, al contatto con la terra, allo psicodramma nella natura e a numerose attività artistiche e formative aperte a cittadini, scuole e associazioni.
Tra i percorsi già avviati trova spazio anche "R3 – Riduci, Riuso, Riciclo", curato da Linea Selvatica con Antonella Raffaele, dove il riciclo diventa anche una metafora educativa di rinascita e seconda possibilità. Un'esperienza condivisa con i giovani del circuito minorile, il cui valore è stato sottolineato anche dal dottor Massimo Martelli. Le attività aperte al pubblico inizieranno il 21 luglio con il laboratorio di psicodramma nella natura, primo appuntamento di un calendario che accompagnerà l'estate attraverso esperienze immersive tra arte, benessere e ambiente.

