VIDEO | A promuovere la kermesse, ideata da Cettina Mazzei, sono stati l’associazione “Progetto Caraffa”, il Comune e l’Istituto Comprensivo. L’evento ha visto protagonisti centinaia di studenti
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Ci sono luoghi in cui la storia non si studia soltanto sui libri, ma si respira nell’aria, si legge sulle facciate delle case e si ascolta nella parlata quotidiana. A Vena di Maida, piccola frazione di origine albanese incastonata nell’entroterra catanzarese, si è consumato il trentunesimo capitolo della Rassegna culturale folcloristica per la valorizzazione delle minoranze linguistiche. Nata nel 1993 da un’intuizione della professoressa Cettina Mazzei, la kermesse si conferma oggi più che mai un presidio fondamentale per la tutela della memoria storica e un inno alla resistenza culturale contro l'omologazione.
L'evento, organizzato nei minimi dettagli, è il frutto di un solido "gioco di squadra" che ha visto collaborare l’Associazione Progetto Caraffa, il Comune di Maida e l’Istituto Comprensivo di Maida, diretto da Sabrina Grande.
La scuola come custode delle radici
Il cuore pulsante della manifestazione rimangono i giovani e le scuole di minoranza linguistica. Il tema di quest'anno, "Il contributo di esperienze educative locali per la riscoperta dell’identità minoritaria", ha spinto i ragazzi a misurarsi con la propria storia attraverso linguaggi moderni e multidisciplinari: elaborati bilingue, murales e cortometraggi.
«La Rassegna non è solo un momento spettacolare, ma ha una funzione culturale insostituibile di recupero della lingua e delle tradizioni del Meridione», ha spiegato l’ideatrice Cettina Mazzei, evidenziando l’efficacia del Metodo CLIL utilizzato per generare nei ragazzi una profonda consapevolezza della cultura di appartenenza. Un approccio sostenuto con forza anche dalla Dirigente Scolastica Sabrina Grande, che ha sottolineato l'importanza del dialogo intergenerazionale per «preservare un patrimonio linguistico e culturale inestimabile dalla dispersione».
La giornata ha vissuto un momento di altissimo profilo istituzionale in Piazzetta Skanderbeg, per l'occasione impreziosita dall'installazione artistica del logo della rassegna firmata da Nuccio Loreti. La consueta conferenza ha ospitato una delegazione di rilievo internazionale, guidata dal Ministro albanese per l'Europa e gli affari esteri, Ferit Hoxha, accompagnato dall'ambasciatrice Anila Bitri Lana. Presenti anche il professore di Lingua e Letteratura albanese Francesco Altimari, la Console onoraria d'Albania Anna Madeo e, in collegamento web, l'Ambasciatrice del Kosovo Nita Shala. Il Ministro Hoxha ha voluto ribadire i legami secolari che uniscono l'Italia all'Arberia, promettendo relazioni politiche e commerciali sempre più strette. Non sono mancate, tuttavia, note di ferma denuncia: durante il dibattito è stato lanciato un duro appello contro quei dirigenti scolastici che ostacolano il lavoro dei docenti impegnati nella costruzione di un atlante linguistico. Ad arricchire i lavori della conferenza sono stati, tra gli altri, i i contributi della professoressa Franca Falduto dell'Ufficio Scolastico Regionale, la presenza del prof. Francesco Cuteri (Istituto Centrale Beni Immateriali) e del Direttore di RAI Calabria Massimo Fedele.
La magia del folklore e i vincitori
Nel pomeriggio, l'orgoglio identitario si è tradotto in una spettacolare esplosione di colori, suoni e coreografie tradizionali. La sfilata dei ragazzi, presentata da Geri Ballo, ha letteralmente incantato il pubblico, arricchita dalle performance musicali di Santino de Bartolo, Flavio Giacchero, Rey Marzia e del gruppo “Ajri i Lumit” di San Martino di Finita.
Al termine delle esibizioni, la Giuria Ricerca presieduta da Nino De Gaudio ha decretato la vittoria ex aequo degli studenti di Pallagorio e Guardia Piemontese. La Giuria Folk, guidata da Tommaso Bubba, ha invece premiato Casalvecchio di Puglia (interpretazione tematica), Caraffa (coreografia) e nuovamente Guardia Piemontese (canto). Il titolo di vincitore assoluto di questa XXXI edizione è andato proprio alla scuola ospitante di Vena di Maida, a coronamento di un percorso magistrale.
La soddisfazione delle istituzioni
La riuscita straordinaria dell'evento lascia sul territorio un profondo senso di gratitudine e una rinnovata energia per il futuro. Il presidente dell'associazione "Progetto Caraffa", Francesco Stirparo, ha parlato della rassegna come di «un ponte tra comunità lontane ma mai così vicine, un caleidoscopio di luci, forme e colori».
Entusiasta il sindaco di Maida Salvatore Paone, che ha ringraziato sentitamente tutta la comunità di Vena, i volontari e l'assessore al turismo Marianna Pettinato, sottolineando come l'evento abbia dato «forza e slancio alla storia delle minoranze linguistiche sul territorio regionale e non solo». A fargli eco, le parole cariche di emozione della stessa assessore Marianna Pettinato: «Vena si è mostrata in tutta la sua bellezza: una comunità accogliente, capace di aprire le proprie porte e di valorizzare con orgoglio le proprie radici arbëreshe. Quando un'intera comunità decide di camminare insieme verso un obiettivo comune, i risultati sono straordinari».
La XXXI Rassegna va in archivio, ma il messaggio che parte da Vena di Maida è chiaro e potente: custodire le proprie radici non è un nostalgico sguardo al passato, ma l'unico modo per camminare consapevolmente verso il futuro.
Alcuni momenti della Rassegna nel video realizzato da Vina Katund Ime:


