«Il meno che si possa chiedere a una scultura è che stia ferma», diceva Salvador Dalì e infatti la scultura di Michele Di Raco è molto più che solo immobile nel tempo . E adesso che la sua mano sapiente non potrà più donare al patrimonio di questa città nuovi tesori, quelli che ha lasciato in eredità, già molto significativi, diventano ancora più preziosi e continuano a raccontare la nostra Storia . Oltre 160 opere in sessant'anni di attività artistica tra sculture, bassorilievi, bronzi, medaglie e grafici, tabernacoli, arredi, nell'ambito del sacro e civile.

Michele Di Raco si è spento qualche giorno fa, alimentando subito una fervida memoria sul nostro territorio . Era nato nel 1934 a Taurianova, fu allievo del maestro Alfonso Frangipane presso il liceo artistico Mattia Preti che di lui ebbe a dire: «proveniente dalla Piana modella dolcemente, come l'argentea massa degli uliveti accarezzata dalla brezza del fiume di Metauria. Ha sentimento e tempra fortificata dagli ideali bruzi» . Anche la sua formazione accademica si legò a un altro calabrese illustre, il conterraneo taurianovese Alessandro Monteleone . De Raco, infatti, si diplomò presso la sua Scuola di Scultura (Accademia di Belle Arti a Roma). Il suo ritorno in Calabria, a Reggio risale al 1954 quando fu chiamato dall'Alfonso  Frangipane per insegnare presso il liceo dove si era formato e diplomato e per dirigere il laboratorio di Ceramica.

Titolare, nel 1970, dell'insegnamento di Scultura dello stesso liceo artistico Mattia Preti di Reggio Calabria , di cui poi ricoprì anche il ruolo di vice direttore dell'Istituto dal 1973 e dal 1975 al 1982 di preside. Nel 1974 fu anche preside del liceo artistico di Siderno. 

Dal 1982 al 1997 fu dirigente Superiore per i servizi ispettivi del Ministero della Pubblica Istruzione e fu insignito d ella Medaglia d'Oro del Presidente della Repubblica quale benemerito della Scuola della Cultura e dell'Arte.

Ecco alcune tra le sue opere più rappresentative: Pala d'Altare per il Santuario del Crocefisso di Terranova (1963); Candelieri in bronzo per il Duomo di Scilla (1964); il tabernacolo e candeliere per l'Altare di S. Francesco all'Eremo (1966) , il monumento tombale a Monsignor Giovanni Ferro nella Cattedrale di Reggio (1995) ; il monumento Parallelo 38 a Bocale (1987) , del monumento ai Caduti di tutte le guerre a Fossato Jonico (1989).

La sua eredità si pregia di opere in ceramica, come il bassorilievo La Fata Morgana collata nell'atrio della stazione ferroviaria di Reggio Calabria (1961) , il grande altorilievo rappresentante L'ultima cena sviluppata dal Comune di Reggio per una donazione a papa Paolo VI (1962), il bassorilievo ceramicato per la chiesa di San Leo (1964) e il rifacimento del monumento al Redentore di Francesco Jerace a Montalto (1975).

Preziose e note le opere in bronzo come Le cariatidi di Bagnara a Roma (1992), il monumento commemorativo Reggio anni 70 (2000), della fontana monumentale Fata Morgana all'ingresso dell'aeroporto Tito Minniti di Reggio, la colonna a San Paolo e Pentimele Reggio Calabria (2009) e La Calabria e il Mare a palazzo Campanella, sede dl Consiglio Regionale Reggio Calabria (2009).