«I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi».
Costituzione italiana, articolo 34

M.S. ha ventidue anni, studia Lettere alla Sapienza ed è arrivata a Roma dalla Calabria. A luglio ha fatto domanda per la borsa di studio regionale ed è risultata idonea. Il posto in residenza, invece, non è arrivato. Ha cercato sul mercato privato e ha trovato una singola nella zona di piazza Bologna a 600 euro al mese. Una parte la pagano i genitori, il resto arriva da un bar dove lavora il sabato e la domenica. Il lunedì entra a lezione con il grembiule ancora nello zaino.

A Roma i prezzi delle stanze continuano a salire in modo significativo, più 7% in un anno, con un canone medio di 615 euro: il terzo più alto tra le città analizzate, dietro Milano e Firenze.

Moltiplicati per dodici, fanno 7.380 euro l'anno. Ma per capire il senso dei numeri conviene metterli accanto alla borsa di studio. Per il 2026/2027 la borsa DiSCo del Lazio vale tra circa 2.290 e 6.571 euro l'anno, più due pasti gratuiti al giorno, e l'importo più alto va a chi vive lontano dall'università; con un ISEE basso sale al 115% della base. Nella misura massima, a una studentessa senza posto in residenza, pagato un anno di affitto medio restano meno di duecento euro. Con quelli deve comprare i libri, pagare le bollette, l'abbonamento ai mezzi e i treni per tornare a casa almeno a Natale.

Il posto in residenza è la vera alternativa, e ce ne sono pochi. Secondo i dati dell'Udu, in Italia ci sono 46.193 posti letto per 900mila studenti fuori sede, con una copertura pubblica intorno al 5%. Roma pesa molto su quel numero: secondo le stime dell'Unione degli Universitari, nel 2024 i fuorisede nella capitale arrivavano a 70mila. Il PNRR doveva cambiare le proporzioni. I posti letto previsti dai decreti ministeriali, secondo la ricostruzione di Domani, erano 11.623, lontanissimi dall'obiettivo di 60mila entro giugno 2026.

Poi c'è il fondo nazionale per gli affitti dei fuorisede. Con il Piano Casa è stato rifinanziato: per il 2026 sono stanziati 8,5 milioni di euro per aiutare gli iscritti alle università statali a pagare l'affitto. Divisi idealmente per i 900mila fuorisede fanno meno di dieci euro a testa per un anno intero.

Il governo rivendica una strategia più lunga. Il Piano Casa, decreto legge 66 del 2026, punta sul ruolo dei privati per realizzare 100mila alloggi in dieci anni a prezzi inferiori a quelli di mercato; Meloni ha spiegato che i costruttori, in cambio di procedure semplificate, dovranno garantire almeno 70 alloggi convenzionati su 100. Tra i destinatari la premier ha citato giovani coppie, studenti, lavoratori fuori sede, famiglie monoreddito e persone con disabilità. Dieci anni sono il tempo di una laurea triennale, una magistrale e un dottorato, con qualche anno di margine.

Nel frattempo il mercato ha fatto le sue scelte. Secondo la ceo di SoloAffitti, molti proprietari hanno spostato la loro offerta dagli affitti a medio-lungo termine a quelli brevi, in previsione della domanda generata dal Giubileo. Gli affitti, nella capitale, sono cresciuti del 38% in tre anni. Qualcosa si muove in senso opposto: il presidente dell'associazione dei gestori di locazioni brevi sostiene che in quartieri come Bologna e San Lorenzo molti appartamenti stanno già tornando a studenti e famiglie. Basta però sfogliare gli annunci per vedere i prezzi a cui tornano. In zona piazza Bologna un appartamento con tre stanze per studenti fuori sede, con garanzie familiari, è proposto a 2.300 euro al mese; un altro, in affitto breve, a 3.520.

Nel 1928, in due conferenze tenute nei college femminili di Cambridge, Virginia Woolf sostenne che per scrivere servono denaro e una stanza propria, e che la libertà intellettuale dipende da cose materiali. Quelle pagine, diventate Una stanza tutta per sé, parlavano di donne e di letteratura. Il ragionamento si applica bene anche a chi deve preparare un esame: per pensare serve un posto dove chiudere la porta, e qualcuno deve pagarlo.

Per molti giovani italiani lo paga la famiglia, a lungo. Secondo il rapporto Eurostat pubblicato il 15 settembre 2026, in Italia si lascia la casa dei genitori in media a 30,2 anni, quasi quattro anni dopo la media europea di 26,3. Tra i 20 e i 29 anni il tasso di occupazione italiano si ferma al 47,6%, contro il 65,5% europeo.

Gli studenti, intanto, si organizzano tra loro. Una rappresentante degli studenti ha raccontato a Domani che ogni settembre rilanciano la "notte sospesa", in cui chi non trova casa può chiedere ospitalità temporanea ad altri studenti. Un letto in prestito sul divano di un compagno di corso, in attesa che si liberi una stanza.

Intanto M.S. chiude il bar alle undici di domenica e il lunedì alle nove è in aula. Il programma d'esame è identico per tutti i suoi compagni di corso. Cambia il numero di ore che a ciascuno restano per studiarlo.