Tensione geopolitica e nuovi aumenti spingono i carburanti a livelli record alla pompa. Con la riduzione delle accise imminente, scatta l'allarme per autotrasporto, pesca e agricoltura
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Nuova impennata per le quotazioni internazionali del greggio e per i prezzi dei carburanti al dettaglio. Nella giornata del 14 settembre, il Brent scambiato a Londra e il West Texas Intermediate (Wti) di New York registrano rialzi fino al 4,5%, portandosi rispettivamente a 109 e quasi 105 dollari al barile. Una pressione rialzista che si ripercuote direttamente sui listini della rete stradale, spingendo la benzina oltre i 2,1 euro al litro e il gasolio oltre quota 2,2 euro.
Rischio record storico senza il taglio delle accise
I rilievi della rete carburanti confermano il trend positivo sui prezzi medi in modalità self-service:
- Benzina: 2,107 euro/litro (+21 millesimi)
- Gasolio: 2,216 euro/litro (+23 millesimi)
- GPL: 0,747 euro/litro (-1 millesimo)
- Metano: 1,830 euro/kg (+24 millesimi)
Sulla situazione pesa la scadenza imminente del taglio temporaneo delle accise. Qualora la misura non venisse prorogata, il prezzo del diesel toccherebbe il massimo storico di 2,384 euro al litro. A questo quadro si sommano le recenti tensioni geopolitiche nel Medio Oriente - legate agli attacchi Houthi in Arabia Saudita e agli sviluppi nello stretto di Bab el-Mandeb - i cui effetti non si sono ancora scaricati pienamente sui prezzi finali.
L'impatto sui settori energivori e il nodo "extra rete"
A subire le conseguenze più pesanti sono i comparti ad alto consumo di carburante, in particolare autotrasporto, agricoltura e pesca. Queste categorie acquistano il combustibile attraverso il canale "extra rete" (ovvero all'ingrosso per rifornire cisterne aziendali o flotte), dove gli scatti verso l'alto risultano ancora più rapidi e diretti rispetto ai distributori tradizionali.
Stime e attese per i prossimi giorni
Le proiezioni degli operatori del settore indicano un'ulteriore spinta rialzista sui listini dei grossisti. L'andamento dei mercati internazionali e il cambio euro-dollaro faranno salire i costi della benzina di circa 21 euro per mille litri, mentre per il gasolio (autotrazione, agricolo e motopesca) si stima un incremento di sei euro per mille litri. Le categorie produttive restano in attesa dei provvedimenti di sostegno selettivi in fase di studio da parte del governo, con l'attenzione concentrata sul reperimento delle risorse necessarie.


