I blocchi dei Tir e le proteste contro il caro carburante non hanno fermato la grande distribuzione del Mezzogiorno. Ma hanno lasciato il segno sul carrello della spesa. Nelle due settimane di mobilitazioni di ottobre, tra difficoltà nei rifornimenti e timori per la disponibilità delle merci, le vendite hanno continuato a crescere, anche se con differenze marcate tra prodotti e canali commerciali. Aumentano i surgelati, arretra l'ortofrutta e si apre una distanza significativa tra supermercati e discount.

A fotografare gli effetti delle proteste è l'analisi di NielsenIQ sulle vendite della grande distribuzione nell'Area 4, che comprende Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia e Sicilia. Nel periodo compreso tra il 12 e il 25 ottobre, il valore delle vendite è aumentato dell'1,4% rispetto allo stesso periodo del 2025. Un risultato positivo, ma che nasconde un andamento tutt'altro che uniforme.

Prima la corsa agli acquisti, poi il rallentamento

La prima settimana, dal 12 al 18 ottobre, ha registrato un incremento del 4,7%. In quella successiva, dal 19 al 25 ottobre, il dato si è invece capovolto, con una flessione dell'1,9%. Una dinamica che non si è ripetuta nelle altre aree NielsenIQ: nel resto del Paese le vendite sono rimaste in territorio positivo in entrambe le settimane.

Nel cumulato del periodo, l'Area 1 ha registrato una crescita dell'1,6%, l'Area 2 dello 0,9% e l'Area 3 del 2,3%. Il Mezzogiorno, dunque, ha mantenuto il segno più, ma con una frenata nella seconda parte del mese.

Una possibile spiegazione è l'anticipo degli acquisti. Di fronte al timore di difficoltà nei rifornimenti, le famiglie potrebbero aver fatto scorte nella prima settimana, riducendo poi la spesa in quella successiva. NielsenIQ rileva una dinamica compatibile con questa ipotesi, ma i dati sulle vendite non consentono di dimostrare direttamente le motivazioni dei consumatori.

Ortofrutta in picchiata, i surgelati accelerano

Le differenze più evidenti emergono guardando alle categorie merceologiche. L'ortofrutta, uno dei comparti più esposti alla deperibilità e alle difficoltà di trasporto, passa dal +5,1% della prima settimana al -9,9% della seconda. Il bilancio complessivo delle due settimane è negativo: -2,3%.

Anche le carni cambiano segno, dal +2,3% al -1,8%, ma chiudono il periodo con una lieve crescita dello 0,3%. La dinamica è opposta per i surgelati, che aumentano dal +9,4% al +13,6%, raggiungendo un risultato cumulato dell'11,5%.

Rallentano invece il fresco, che passa dal +6,5% al +2,5%, e il comparto ittico, dal +11,1% allo 0,8%. Numeri che raccontano un carrello della spesa diverso tra l'inizio e la fine delle proteste. La maggiore conservabilità dei surgelati può aver favorito gli acquisti di prodotti da tenere in dispensa o nel congelatore, mentre le merci deperibili possono aver risentito maggiormente delle difficoltà logistiche. Resta, tuttavia, una possibile chiave di lettura: i dati non isolano l'effetto dei blocchi rispetto agli altri fattori che influenzano le vendite.

Supermercati in crescita, Discount in difficoltà

Un altro elemento significativo riguarda i canali di vendita. Considerando insieme fresco, freschissimo e surgelati, nelle due settimane i Supermercati hanno registrato una crescita del 9,6%. I Discount, al contrario, hanno perso il 9,9%: una distanza di 19,5 punti percentuali. In calo anche gli Ipermercati, con una flessione del 2,3%, mentre il canale LIS ha segnato un incremento dell'1,1%.

La difficoltà dei Discount emerge anche allargando lo sguardo all'intero comparto dei beni di largo consumo, comprendente alimentari, bevande, prodotti per la casa, cura della persona e alimenti per animali. In questo aggregato il canale perde il 4,9%. I Supermercati crescono invece del 9,5%, mentre gli Ipermercati arretrano del 3,4%.

Il bilancio delle proteste nella spesa del Mezzogiorno

Il risultato complessivo dell'Area 4 resta positivo: +1,4% rispetto allo stesso periodo del 2025. Ma dietro questa percentuale si nascondono andamenti molto diversi. La prima settimana di acquisti sostenuti è stata seguita da una frenata, l'ortofrutta ha chiuso in negativo e i surgelati hanno registrato una crescita a doppia cifra. Anche tra i punti vendita si è aperta una distanza netta, con i Supermercati in aumento e i Discount in contrazione.

Le proteste degli autotrasportatori e degli agricoltori, che per giorni hanno interessato diversi snodi stradali del Sud, non si sono quindi tradotte in un crollo generalizzato delle vendite. Hanno però coinciso con una fase di forte discontinuità negli acquisti e nella composizione del carrello. Il dato complessivo tiene, ma le tensioni attraversate dalla filiera emergono soprattutto nei dettagli.