Il caro carburanti mette in difficoltà il settore dell'autotrasporto. A lanciare l'allarme è Confapi Trasporti, che in una comunicazione indirizzata al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e al ministro delle Imprese e del Made in Italy annuncia la possibilità di un fermo operativo dei mezzi.

«Il costante e incontrollato aumento del costo dei carburanti» sta producendo, secondo l'associazione, un impatto ormai «insostenibile» sulle imprese del settore. Il prezzo del gasolio, si legge nella lettera firmata dal presidente nazionale Vittorio Chiappetta, avrebbe raggiunto livelli tali da «azzerare i margini di sopravvivenza economica» delle aziende di trasporto merci e passeggeri.

Confapi Trasporti parla di una situazione «drammatica e insostenibile», con costi operativi che le imprese non sarebbero più in grado di assorbire o trasferire lungo la filiera. «Oggi le nostre aziende sono letteralmente al collasso», afferma Chiappetta.

Da qui la richiesta al Governo di intervenire con misure urgenti: tra quelle indicate dall'associazione ci sono il calmieramento dei prezzi dei carburanti, la riduzione delle accise e sostegni diretti al settore.

In assenza di risposte, Confapi Trasporti comunica che le aziende associate potrebbero essere costrette a fermare i propri mezzi. Una decisione che l'associazione definisce «estrema e obbligata», motivata dalla necessità di evitare il rischio di fallimento per numerose imprese e tutelare i lavoratori.

«Non si tratta di una scelta speculativa», sottolinea Chiappetta, secondo cui il blocco del trasporto avrebbe conseguenze sull'intero sistema economico nazionale. Per Confapi Trasporti, infatti, una eventuale paralisi sarebbe la conseguenza della mancata risposta a un'emergenza che, sostiene l'associazione, era stata ampiamente annunciata.

La presidenza nazionale chiede quindi un incontro urgente con i ministeri competenti per discutere l'adozione di «misure straordinarie di sostegno» al comparto.