Nel 2025 autorizzato il 42,3% in meno di ore rispetto al 2024. Cosenza e Catanzaro sono le provincie con le maggiori criticità aziendali
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La crisi di alcuni settori strategici, come quello meccanico, accresce le richieste di ammortizzatori sociali, cassa integrazione straordinaria in primis. Sono 560 i milioni di ore autorizzate nel 2025, il 10% in più rispetto all’anno precedente. Lombardia (102 milioni), Veneto (68 milioni) e Piemonte (62 milioni) mettono insieme più di un terzo delle richieste. Nel complesso i lavoratori coinvolti sono 274mila. Lo dicono gli ultimi dati diffusi dalla Uil.
Dodici regioni sono in crescita e la Basilicata è in testa alla classifica con un aumento del 213,3%, numeri guidati dalle difficoltà del comparto automotive. Seguono il Molise (+191,3%) e la Sardegna (+60,7%).
Al contrario la Calabria con solo 3,5 milioni di ore autorizzate è la regione con la maggior diminuzione nell’anno: -42,3%.
I dati provinciali dicono che nel 2025 le richieste di ammortizzatori sociali sono crollate a Crotone, -88,3%, e a Vibo Valentia, -62,4%. A Catanzaro la diminuzione è stata del 34,3%, a Cosenza del 26% e a Reggio Calabria del 19,5%. Cosenza e Catanzaro sono le provincie con le maggiori criticità aziendali.
Nel complesso il settore che attualmente richiede più ammortizzatori sociali è quello meccanico, seguito dal metallurgico, dalla lavorazione di pelli e cuoio, dal comparto chimico, dai trasporti e dalle comunicazioni.
La Uil avverte che le crisi aziendali sfociate in richieste di cassa integrazione straordinaria, ordinaria e in deroga o la richiesta di accesso ai fondi di solidarietà può rappresentare l’anticamera dei licenziamenti. Nell’anno appena concluso il numero di beneficiari della Naspi, l’indennità mensile di disoccupazione, sono stati 1 milione 135 mila, con un incremento dell’1,9% rispetto al 2024.

