Il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti predisporrà un bando-tipo per lo svolgimento delle gare per l'assegnazione delle concessioni demaniali agli stabilimenti balneari. Servirà da faro alle amministrazioni comunali per attivare le procedure richieste dall’Unione europea su cui l’Italia è ancora in ritardo. L’iniziativa porta la firma del vicepremier, Matteo Salvini.

Il bando è ricompreso tra i provvedimenti inseriti nel decreto Infrastrutture che sarà discusso oggi in Consiglio dei ministri. Come stabilito dalla direttiva Bolkestein 2006 e come è previsto dalla Legge sulla concorrenza 118/2022, per il settore cambierà tutto. Nella bozza del decreto sono previsti «criteri omogenei» per «l'avvio delle procedure di affidamento delle concessioni su tutto il territorio nazionale».

Il decreto prevede la proroga delle concessioni anche per l’anno in corso fino alla fine della prossima stagione balneare, non oltre il 1° ottobre 2026.

Sull’assegnazione delle concessioni balneari da anni è guerra con Bruxelles. Tra proroghe e deroghe la questione si prolunga ormai da 20 anni.

L’Italia è uno dei Paesi dove le resistenze risultano più forti, per evidenti ragioni strutturali: le imprese del settore sono 7.300, danno lavoro stagionale a 60mila persone, ed il valore aggiunto prodotto è pari a circa 2,7 miliardi di euro all’anno. Contro la Spagna e la Grecia la Commissione europea ha aperto due procedure di infrazione di cui si attendono gli esiti.