Covid, centri commerciali chiusi nel weekend: scatta la protesta anche in Calabria

VIDEO | Saracinesche abbassate per qualche minuto questa mattina per chiedere al Governo una riapertura completa lavorando tutti e in sicurezza

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di Francesca Caiazzo
11 maggio 2021
13:39

Anche in Calabria è scattata la protesta dei centri commerciali contro la prolungata chiusura nei weekend e nei giorni festivi e prefestivi disposta dal Governo. Alle 11 in punto, questa mattina, le saracinesche dei negozi si sono abbassate e le attività di vendita sospese, per qualche minuto. Una manifestazione simbolica, indetta dal Consiglio nazionale dei centri commerciali e dalle maggiori associazioni di settore, a cui ha aderito anche la Icom, società che gestisce i centri commerciali Le Fontane di Catanzaro, I Portali di Corigliano Calabro, Le Spighe di Crotone e Le Vigne di Castrovillari.

Chiusura incomprensibile

«Alla luce dell’ultimo decreto sulle riaperture del 21 aprile scorso, l’industria dei centri commerciali vuole dare voce forte a una protesta perché per noi è ancora incomprensibile come mai le istituzioni prevedano la chiusura nei weekend e nei festivi e prefestivi, nonostante i centri commerciali siano dei luoghi sicuri: noi stiamo adottando tutte le misure per tutelare sia i nostri dipendenti che i nostri clienti» ci spiega Alberto Miletta, direttore del centro commerciale Le Spighe di Crotone.


«Noi vogliamo ricordare alle istituzioni che – prosegue - il comparto dei centri commerciali, in tutta Italia, conta più di 36 mila punti vendita, con circa 800 mila dipendenti. Quindi chiediamo essenzialmente di riaprire e ripartire come sta avvenendo anche negli altri settori».

La voce dei commercianti

Una scelta contestata dagli stessi commercianti, che si aspettavano di poter restare aperti già dal prossimo fine settimana e che invece dovranno aspettare almeno fino al 22 maggio. Si sentono penalizzati: «Ci fanno stare chiusi nei giorni in cui si lavora di più, perché la maggior parte della gente lavora durante la settimana e magari aspetta proprio il sabato e la domenica per fare gli acquisti» ci dicono.

«L’economia deve girare, deve riprendersi e chiudendo le nostre attività il sabato e la domenica, ci tolgono grandi opportunità» aggiunge un’altra esercente.

«Con le dovute precauzioni e attenzioni con cui stiamo lavorando da quasi un anno, possiamo tranquillamente lavorare e far riprendere quest’economica che sta vivendo un momento davvero difficile» osserva un altro negoziante.

Giornalista
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