Meno burocrazia e più diritti. Più flessibilità sul lavoro e garanzie dello Stato per l'acquisto della casa
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Meno burocrazia e più diritti. L'assistenza ai più fragili si rinnova con un deciso cambio di rotta in materia di tutele. Una riforma che tocca le persone più fragili partendo da chi si prende cura di loro.
Al via i permessi condivisi nella Pubblica amministrazione e stop ai turni di notte. E per l’acquisto della casa lo Stato garantisce fino all'80% del finanziamento. Sono le principali novità dell’autunno per chi beneficia della Legge 104 e per i familiari che si prendono cura delle persone fragili.
Permessi lavorativi nella Pa: addio all'obbligo di alternanza giornaliera
Una delle novità di maggior impatto pratico riguarda la gestione dei permessi lavorativi per chi assiste un familiare nella Pubblica Amministrazione centrale. Finora, la prassi consolidata imponeva che due dipendenti pubblici adibiti all'assistenza dello stesso familiare con disabilità grave dovessero alternarsi utilizzando i permessi in giornate rigorosamente distinte. Questo vincolo è stato superato grazie all'orientamento applicativo n. 37654 del 16 luglio emesso dall’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle Pubbliche amministrazioni.
I chiarimenti dell'Aran
In risposta a un quesito relativo al contratto collettivo delle Funzioni centrali, l'Aran ha chiarito che l'alternanza tra i due caregiver non richiede più l'utilizzo dei permessi in giornate separate. È ora sufficiente che le rispettive ore di assenza non si sovrappongano, consentendo la fruizione dei permessi anche nella stessa giornata. Questa agevolazione si applica esclusivamente ai dipendenti del comparto Funzioni centrali che hanno diritto ai permessi orari fino a un massimo di 18 ore al mese, previsti dall'articolo 33 del Ccnl del 12 febbraio 2018. Per gli altri dipendenti pubblici e per i lavoratori del settore privato continuano invece a trovare applicazione i vecchi criteri ordinari.
La svolta sui mutui prima casa: garanzie statali prioritarie
Un'importante misura di sostegno sul fronte economico e abitativo riguarda l'accesso al Fondo di garanzia per i mutui prima casa, gestito da Consap per conto del ministero dell'Economia. A partire dal 3 agosto, le persone con disabilità grave sono state inserite di diritto tra le categorie prioritarie del Fondo. La stessa priorità si applica a chi convive da almeno due anni con un figlio, un fratello o una sorella con disabilità grave. Grazie a questo meccanismo, le banche possono concedere finanziamenti che coprono fino al 100% del valore dell'immobile anche a chi non dispone di risparmi da versare come anticipo.
L'ampliamento della platea dei beneficiari è stato introdotto con la legge 116/2026, che ha convertito il decreto-legge 66/2026 (collegato al Piano Casa). Per chi appartiene a questa nuova categoria, la garanzia pubblica copre ordinariamente il 50% della quota capitale del mutuo. Tuttavia, la garanzia statale può salire fino all'80% nel caso in cui il nucleo familiare presenti un Isee non superiore a 40mila euro.
Per ottenere l'agevolazione sono previsti precisi requisiti. Il finanziamento richiesto non può superare il valore di 250mila euro. L'immobile non deve rientrare tra le categorie di lusso o di pregio storico.
Il richiedente non deve possedere altre case ad uso abitativo, ad eccezione di immobili ereditati e ceduti gratuitamente a genitori o fratelli.
La richiesta della garanzia va presentata direttamente a un istituto di credito aderente al Fondo, verificando preventivamente la sua adesione. Occorrerà allegare alla domanda l'attestazione Isee, la documentazione relativa al reddito e il compromesso per l'acquisto. I tempi stimati da Consap, che ha già provveduto ad aggiornare la modulistica ufficiale, si attestano intorno ai 20 giorni lavorativi per l'approvazione della garanzia, dopodiché il mutuo deve essere stipulato entro 90 giorni.
Esonero dal lavoro notturno: tutela estesa anche per disabilità non grave
Un ulteriore e significativo rafforzamento delle tutele per i caregiver sul posto di lavoro giunge dalla Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20229 del 16 giugno. La Suprema Corte ha chiarito che il diritto all'esonero dal lavoro notturno spetta anche a chi assiste un familiare con disabilità non grave.
Non è quindi richiesto il presupposto della gravità della patologia ai sensi della Legge 104. Gli unici requisiti necessari sono il riconoscimento formale della disabilità e l'esistenza di un'effettiva relazione di assistenza, indicata dalla norma con la dicitura di familiare "a proprio carico". Questa decisione consolida un orientamento espresso in precedenza con la sentenza n. 12649 del 2023, confermando una tendenza favorevole alla conciliazione dei tempi di vita dei caregiver.
La riforma dell'Inps: come cambia l'accertamento della disabilità fino al 2027
Queste novità si inseriscono all'interno di una più vasta riforma strutturale dell'accertamento della disabilità, destinata ad essere interamente gestita dall'Inps. La riforma prevede l'introduzione delle "Unità di valutazione di base" e ha esteso, a partire da marzo 2026, la fase di sperimentazione a quaranta province italiane. L'entrata a regime su tutto il territorio nazionale è prevista a partire dal primo gennaio 2027. Fino al 31 dicembre 2026 è stata disposta una fase transitoria in cui convivono due differenti procedure a seconda della provincia di residenza del richiedente.
Nelle province non coinvolte dalla sperimentazione: restano valide le vecchie modalità in cui il richiedente deve prima ottenere il certificato medico introduttivo e poi trasmettere la domanda amministrativa separata all'Inps, autonomamente o tramite patronato.
Nei territori in cui la sperimentazione è già attiva: il procedimento è semplificato poichè l'invio telematico del nuovo certificato medico introduttivo da parte del medico curante all'Inps avvia direttamente la valutazione di base, eliminando l'obbligo di presentare una successiva domanda amministrativa separata.

