Il provvedimento approvato in Consiglio dei ministri. Stop a tasse e contributi fino al 30 aprile. Intanto il bilancio dei danni si aggrava e si allunga l’elenco dei comuni colpiti
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Sicilia, Calabria e Sardegna dovranno accontentarsi di 1 miliardo e 105 milioni di euro di aiuti a sostegno di imprese e famiglie per i danni causati dal ciclone Harry. Lo prevede il decreto maltempo varato ieri in Consiglio dei ministri. Una somma di molto ridotta - oltre la metà - rispetto alle richieste avanzate al Governo dalle Regioni a fine gennaio. Cento milioni subito, altri 565 entro l’estate, in bilancio sul Fondo per le emergenze nazionali per il biennio 2026-2027. Trecento milioni andranno alle imprese esportatrici. Per il sostegno all’agricoltura il Governo ha stanziato 110 milioni di euro, 25 milioni per il sostegno al reddito dei lavoratori delle imprese in difficoltà e 5 milioni per le imprese turistiche. Cifre ben al di sotto delle richieste e delle aspettative. Per la frana di Niscemi sono stati previsti 150 milioni subito e la nomina del capo dipartimento della Protezione civile, Fabio Ciciliano, a commissario straordinario per l’emergenza. Stop, fino al 30 aprile 2026, delle scadenze tributarie e contributive, comprese ritenute e addizionali operate dai sostituti d’imposta, oltre a cartelle, avvisi esecutivi e ingiunzioni di pagamento che potranno essere effettuate anche in un’unica soluzione entro ottobre 2026. Lo stop di tre mesi è esteso ad alcuni termini della rottamazione delle cartelle esattoriali. Ai dipendenti delle imprese private in difficoltà e ai lavoratori del settore agricolo sarà riconosciuta, sempre per tre mesi, una integrazione al reddito fino all’80% della retribuzione. Le attività sospese a causa dei danni subiti per il maltempo potranno usufruire dei benefici indicati dal decreto per un massimo di 90 giorni. Lo stesso vale per il settore agricolo. Per i lavoratori autonomi è previsto un contributo una tantum, dal 18 gennaio e fino al 30 aprile, di 500 euro per ogni periodo di sospensione fino a 15 giorni, con un tetto massimo di 3mila euro. Per tutte le imprese sono sospesi gli adempimenti contabili e societari in scadenza il 31 marzo. Sul fronte famiglie è confermato lo stop del pagamento di prestiti e mutui bancari per un periodo di 6-12 mesi. Congelate per sei mesi le bollette e gli avvisi di pagamento di acqua, luce e gas. Le ondate di maltempo che si sono susseguite nelle ultime 4 settimane hanno aggravato il quadro della situazione in un territorio fragile, ad altissimo rischio idrogeologico, già segnato da frane ed erosione delle coste. La conta dei danni è ancora in corso e il bilancio provvisorio supera di molto le disponibilità di risorse statali. E nel frattempo è cresciuto anche l’elenco delle aree e dei comuni coinvolti. In Calabria sono 174, erano 119 il 18 gennaio, dopo che la Protezione civile regionale ha aggiornato la lista dei comuni in stato di emergenza per gli effetti devastanti degli ultimi cicloni. Le risorse sono limitate e c’è la questione dei tempi. Alluvioni, frane e mareggiate hanno messo in ginocchio l’agricoltura e il turismo i due settori chiave e risorse fondamentali per l’economia delle regioni colpite. Ora, con l’estate alle porte, si chiedono interventi urgenti per consentire alle imprese di ripartire. Per rimettere in sesto le attività commerciali, gli stabilimenti balneari e le aziende agroalimentari e manifatturiere che, anche in Calabria, danno lavoro a decine di migliaia di persone.

